Gender fluid

Re: Gender fluid

Messaggioda LindaB » mercoledì 27 febbraio 2019, 9:02

https://progettogenderqueer.wordpress.c ... manifesto/

Queer non è uguale fluid , ma credo possa contribuire al dibattito.
Fluid a mio avviso è l'espressione della complessità della materia.
Statisticamente è un argomento molto di nicchia, ma quando cominciano a circolare le idee, i dubbi vengono a molte persone e le statistiche possono cambiare.

Personalmente mi sento più affine alla definizione "transgender" e non essendo medicalizzata ,non vivendo h24 nel ruolo ed espressione di genere F, potrei essere scambiata per Queer, una che fa come si sente al momento.
Ma non è così e sono certamente più ancorata ad una visione binaria.

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Re: Gender fluid

Messaggioda Luna » mercoledì 27 febbraio 2019, 9:16

Alyssa ha scritto:Nel caso di una persona che si dichiara "fluid", c'è un modo giusto o sbagliato di interagire?
.


Ripeto, secondo me basterebbe non reagire male, poi se il modo in cui reagisce una persona risulta sbagliato, ci può stare e bisognerebbe comprendere.
Le due persone che sanno di me e mi hanno vista a femminile non hanno mai usato il femminile con me, e di certo, anche se mi fa caso, non sto lì a correggerli.


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Re: Gender fluid

Messaggioda Nejja99 » mercoledì 27 febbraio 2019, 9:36

Ma perché gli uomini che nascono
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ma non sono come noi?
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Re: Gender fluid

Messaggioda Alyssa » mercoledì 27 febbraio 2019, 10:01

Boh, io ci rinuncio.

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Tanto assurdo e fugace è il nostro passaggio per questo mondo, che l’unica cosa che mi rasserena è la consapevolezza di essere stata autentica, di essere la persona più somigliante a me stessa che avrei potuto immaginare.
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Re: Gender fluid

Messaggioda Celeste » mercoledì 27 febbraio 2019, 11:00

Immedesimandomi in una persona Gender Fluid, secondo me ci sono vari aspetti diversi da considerare nell'accettazione sociale:

1 - Ricevere rispetto, educazione e stima, che però abbiamo visto sono cose desiderabili da tutti.

2 - Ricevere e poter utilizzare la desinenza coerente con il nostro volere, e questo riguarda non solo i Gender Fluid ma anche T e CD, ecc...

3 - Volere che l'altro ci tratti da donna quando siamo in fase "donna" e ci tratti da uomo quando siamo in fase "uomo".... ma io mi chiedo: che cosa significa essere trattati da donna o trattati da uomo??? (se qualcuno sa fare degli esempi concreti lo capirei meglio). Se poi qualcuno invece non si sente di nessun genere, mi chiedo in che cosa consista concretamente essere trattati come una persona senza genere.

4 - Il volere che l'altra persona sia veramente convinta che il nostro genere sia quello che noi sentiamo di avere (in quel momento... per i Gender Fluid)... ma su questo mi chiedo che importanza ha che l'altra persona sia convinta? E a livello concreto che conseguenze può avere (e qui mi riallaccio al punto 3) il suo essere convinta nel suo comportamento verso di noi? Il genere in cui ci riconosciamo è veramente così importante che venga compreso rispetto ad altre caratteristiche che si possono trovare (o non trovare) sia in uomini che donne (tipo dolcezza, combattività, risolutezza, forza, sensibilità, rispetto per la vita, senso profondo di collegamento con la Natura, venerazione per la creazione della vita umana per la quale sono fisicamente necessari entrambi i sessi)?
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Re: Gender fluid

Messaggioda Luna » mercoledì 27 febbraio 2019, 11:44

Sì, alla fine condivido

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Re: Gender fluid

Messaggioda LauraB » mercoledì 27 febbraio 2019, 19:02

Chicca.love ha scritto:Le persone transgender ambiscono ad appartenere al sesso opposto a quello genetico ma rimane solo un aspirazione di fatto irraggiungibile, nei casi mtf ad esempio a precindere dagli sforzi e dai buoni risultati nessuna mtf può aspirare al dono della maternità ( esemplificazione massima della femminilità) non sarebbe più corretto aspirare ad un individualità con caratteristiche femminili ma senza puntare all’irraggiungibile ma essere solo ciò che si è ( bellisime persone gender fluid)???


In quanto persona T vedo che alcune situazioni non sono ben chiare ai non "addetti ai lavori"...Chiaramente, le persone T, che non sono stupide : Wink : capiscono, come tutti, che non possono ambire alla maternità. Come, del resto, non possono ambire alcune donne per motivi di salute o come donne che consacrano la loro vita a qualche "missione". Ma non per questo sono "meno" donne.
Tuttavia il "senso di maternità" ci potrebbe essere.. amore per i bambini, impegni nel sociale..
Ma anche senza maternità, senza ciclo o altro, una situazione ottimale la si raggiunge. Consapevoli che anche il fisico puo non rispondere, si rinuncerà magari ad andare in spiaggia in bikini, ma non a viversi una vacanza, ad esempio. I modi di vivere "al femminile" 24/7 ci sono, basta essere realistiche.
Quello che andrebbe valutato è che per trasformare il proprio corpo, si fa un "percorso" che dura anni, con assistenza, conoscenza, scoperta. E gli anni sono mesi, i mesi giorni, i giorni minuti.. il tempo per riflettere e imparare ce n'è a iosa.
Semmai è il contrario, mano a mano che si va avanti si scopre che "si puo fare", si puo fare un passo in più..
Personalmente, nel mio percorso sto incontrando parecchi gruppi femminili, l accettazione c è, e un po alla volta colmo anche il gap di una adolescenza da ragazza mancata, con tutte le esperienze che non ho potuto avere

Va da se che una mtf non sarà mai genderfluid, ha una sua collocazione (binaria) precisa.
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Re: Gender fluid

Messaggioda Chicca.love » giovedì 28 febbraio 2019, 8:39

Laura credo che il mio pensiero vada spiegato in maniera più chiara. Premessa fondamentale credo che nessuno più di te che stai vivendo sulla tua pelle un percorso di transizione abbia il diritto di contestare e dissentire da un ragionamento estremo come il mio. Il desiderio delle mtf di appartenere al sesso biologico opposto si basa su la necessità di allineare il sentito interno alla corporeità esterna ( e fino a qui chiunque sarebbe d’accordo ) ma nella mia visione questo deriva anche da una binarieta educativa di impronta cristiana in cui o si è maschi o si è femmine. La nostra necessità di appartenere ad una delle due categorie, spinge a fare scelte che più si avvicinano al nostro sentire , ma se esistesse e fosse accettata la presenza, come in tantissime culture del terzo sesso , forse l adeguamento al sentito interno potrebbe trovare soddisfazioni diverse.
Chiaramente questo è un pensiero soggettivo e nulla più, tenedo conto della mia infinita stima per chi come te dicide e trova il coraggio per vivere se stessa senza ipocrisia.
Sull’altro punto che mi hai fatto notare sui limiti della femminilità di una ragazza mtf anche qui ho una visione un po’ forte. Personalmente ritengo che ogniuna deve tenere a mente dei punti fermi , anche se tristemente dolorosi , quelle che io chiamo per me STELLA POLARE ovvero il fatto di essere geneticamente uomini . E il desiderio di aspirare alla totale femminilità si infrange su dei limiti invalicabili. Ti ho fatto l esempio della maternità ma solo come esempio anche io concordo che una donna bio che non può diventrae madre non è certamente meno donna . La mia accettazione passa dall’accettazione delle mie stelle polari quei punti se pur dolorsi che non possono essere cambiati.
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Re: Gender fluid

Messaggioda Celeste » giovedì 28 febbraio 2019, 8:47

LauraB ha scritto:Tuttavia il "senso di maternità" ci potrebbe essere.. amore per i bambini, impegni nel sociale..

Per par condicio mi sento di dire che anche un uomo completamente identificato nel genere maschile può offrire genuino amore, affetto e supporto sano e disinteressato a bambini, adolescenti ed adulti; ed essere attivo nel campo sociale. Ho conosciuto personalmente alcuni padri meravigliosi, e alcuni volontari maschi nel campo sociale, che a mio avviso proprio non avevano niente di femminile. Personalmente non credo che il genere maschile o femminile influisca sulla capacità di amare o trasmettere amore, a meno che un uomo non si faccia condizionare da stereotipi secondo i quali il genere maschile sarebbe più adatto a combattere, sottomettere e comandare in modo irrispettoso e indelicato.
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Re: Gender fluid

Messaggioda Maurina » giovedì 28 febbraio 2019, 18:38

LauraB ha scritto:Va da se che una mtf non sarà mai genderfluid, ha una sua collocazione (binaria) precisa.


Esattamente, ecco perchè ho trovato difficoltà ad inserirmi in questo dibattito. Essendo di impostazione binaria non è stato facile per me seguire l'intero topic con le varie ramificazioni, malgrado mi reputi una persona dalla mente aperta.
Di conseguenza, personalmente, sono rimasti molti punti interrogativi sul Gender Fluid, non tanto sul piano teorico ma su quello pratico. Almeno per me è difficile dare una forma concreta a questa cosa.
Faccio un esempio, riallacciandomi al punto di Alyssa.
Chi scrive, come noto, è in transizione m t f e come raccontato in un altro post, ci son voluti mesi e mesi affinchè questa mia condizione abbia preso una normalità nell'ambito lavorativo.
E non è ancora finita visto che proprio l'altro giorno entrando in ascensore, un collega (in divisa) che mi conosce da tantissimi anni, mi ha chiamata al maschile e non per sbaglio visto che l'ha fatto almeno tre volte, probabilmente tra la perplessità degli altri presenti, utenti che magari mi vedevano per la prima volta.
Questo per dire che è complesso e complicato per una persona t giungere ad un buon livello di accettazione e di normalità in società. E' un lavoro lungo, che richiede anni.
Figuriamoci per un gender fluid, che da quel che ho capito, oggi si presenta come uomo e domani come donna. Giusto?
A meno che a costoro che incarnano questa condizione (spero di aver utilizzato il termine adatto) non importi affatto della socializzazione della loro identità variabile, dando più importanza al loro equilibrio interiore.
Ma alla fine è una questione di identità o uno stile di vita?
Faccio questa domanda perchè non l'ho capita, malgrado i vari interventi.
Ma indipendentemente da questo, un gender fluid avrà sempre e comunque tutta la mia stima e tutto il mio rispetto.
Così come ho stima e rispetto per un sacerdote, pur non comprendendo affatto le leve che manovrano la sua fede che lo hanno portato ad una scelta di vita così impegnativa.


Chicca.love ha scritto:Il desiderio delle mtf di appartenere al sesso biologico opposto si basa su la necessità di allineare il sentito interno alla corporeità esterna ( e fino a qui chiunque sarebbe d’accordo ) ma nella mia visione questo deriva anche da una binarieta educativa di impronta cristiana in cui o si è maschi o si è femmine. La nostra necessità di appartenere ad una delle due categorie, spinge a fare scelte che più si avvicinano al nostro sentire , ma se esistesse e fosse accettata la presenza, come in tantissime culture del terzo sesso , forse l adeguamento al sentito interno potrebbe trovare soddisfazioni diverse.



Io sto passando da un genere all'altro ma tuttavia non mi sento di escludere a priori la tua tesi. Può darsi che la mia scelta sia stata anche influenzada da questo concetto di binarismo che si è sviluppato in maniera così forte nella nostra società, che da una parte ha messo l'uomo, e dall'altra la donna. Da un lato l'azzurro, dall'altro il rosa, il pantalone e la gonna... Può darsi.
Può essere anche qualche sostanza che ho respirato quando sono andata in visita alla Perugina, o perchè no, una polverina magica che mi è stata gettata addosso da grande Puffo.
Non lo so, e ad essere franca, alla fine, neanche mi importa.
Quel che so è che prima stavo male, ora no.
Anche se vivessi in una civiltà dove il terzo sesso è in qualche modo riconosciuto e venerato, probabilmente avrei transizionato da un genere all'altro. La via di mezzo era comunque una alternativa che tante persone comunque fanno propria. Per me è stato impossibile.

[quote="Chicca.love"
Personalmente ritengo che ogniuna deve tenere a mente dei punti fermi , anche se tristemente dolorosi , quelle che io chiamo per me STELLA POLARE ovvero il fatto di essere geneticamente uomini . E il desiderio di aspirare alla totale femminilità si infrange su dei limiti invalicabili.
]
Limiti che evidentemente sono stati accettati e metabolizzati dalle persone t.
Comunque perfetto, hai centrato un punto che è fermo in ogni trans. Almeno credo e spero che chi è in transizione, habbia perfettamente chiaro il suo punto di partenza.
Sò benissimo, così come la stramaggior parte delle t sane di mente, che non sarò mai come una donna bio, almeno dal punto di vista biologico perchè sono nata uomo.
Ma il mio corpo si è sviluppato in maniera diversa rispetto alla mia testa e sto correndo in qualche modo ai ripari, nella speranza di accorciarne le distanze almeno dal punto di vista fisico e pienamente consapevole del mio passato , del presente e del futuro con la cura ormonale che forse accorcerà di qualche anno la mia aspettativa di vita.
Di questo, io, Laura e tutte le altre che hanno intrapreso questo cammino, siamo pienamente consapevoli. Non a caso ci sottopongono a varie perizie, non certo per certificare che siamo fuori come balconi, ma l'esaatto contrario!

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