Il lato serio del gioco

Il lato serio del gioco

Messaggioda Melissa_chan » giovedì 29 agosto 2019, 22:34

Roby ha scritto:Anche se è passato del tempo, ci tengo a portare il mio contributo sul "piccolo gioco".
Ne ho parlato col mio psy, accennando anche all'ipotesi di castrazione portata da Frida (poi parleremo di castrazione in un altra discussione) ed anche il mio Psy non ha mancato di buttare giù la domanda delle domande: "mettendosi nel caso ipotizzato dal giochino, se lei si svegliasse donna, le mancherebbe qualcosa?"
...
Bum!!! Azz... difficile...
...
Dopo aver riflettuto un po' la mia considerazione è che svegliandomi donna bio a tutti gli effetti nessuno mi avrebbe riconosciuta, le persone che amo, il datore di lavoro ed i colleghi... quindi, la cosa che mi mancherebbe di più è la continuità con la vita precedente.
Al genio della lampada chiederei di fare in modo che dopo la trasformazione. io possa essere amata da chi mi amava prima, continuare a fare il mio lavoro, interagire con gli stessi colleghi, solo essendo donna, che è già un bel cambiamento.
Certo mi rendo conto che quello che chiedo raramente accade nelle più riuscite transizioni e forse è proprio questo aspetto che non mi rende pronta (non ancora?) a lasciare tutto alle spalle per intraprendere una vera transizione.
Tornando a ragionare sulla mancanza, mi mancherebbe il sesso maschile? Il pene? Penso proprio di no, non lo sentirei come castrazione o perdita ma piuttosto una liberazione, ma su questo aspetto vorrei approfondire in altra sede.
Ma insomma, questa domanda è proprio un giochino? Beh insomma, dell'assurdo delle ipotesi proposte, è un bello spunto per approfondire!!
Grazie
Roberta



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Tutto è nato da un semplice giochino che, tuttavia, apre le porte ad una discussione molto interessante e profonda: se avessimo la possibilità di scegliere tra essere femmine al 100% per un giorno senza poter mai più tornare indietro oppure tra essere femmine al 100% punto e stop, cosa sceglieremmo?
Se la domanda la prendiamo come un semplice ed innocente gioco allora ci sta una risposta anche superficiale ma, volendosi addentrare nel lato più serio e terra a terra, che risposte otterremmo? Quali strani e reconditi anfratti della nostra psiche andremmo ad esplorare?
Immagino dipenda principalmente da cosa vuol dire per ognuna di noi essere "enfemme".
Per alcune è un gioco, per altre un modo di esprimere un desiderio di trasgressione, magari per altre è un semplice feticismo non diverso dal collezionare gnomi da giardino ed, infine, per altre è il metodo più naturale di considerare sè stesse.
Da parte mia, al di là della risposta un po' goliardica che ho dato nel topic, sceglierei la 1 proprio perchè il mio corpo lo considero un semplice errore di assemblamento, tantopiù che non ho nessun interesse a tenere il mio attuale apparato riproduttivo.
Ovviamente io parlo solo in base alle idee che mi sono fatta osservando e leggendo e non pretendo siano giuste.
: Love :
Non giudicarmi dal corpo che vedi, piuttosto considera cosa abbiamo fatto insieme, come lo abbiamo fatto e cosa ti ha trasmesso; a quel punto ti accorgerai che nulla è cambiato
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Re: Il lato serio del gioco

Messaggioda roby_rm » venerdì 30 agosto 2019, 1:18

Ciao.
Due risposte: una "scientifica" ed una personale.
Quella scientifica: in matematica si insegna che la soluzione ad ogni problema è determinata, oltre che dall' espressione della soluzione generale, dalle condizioni al contorno.
In questo senso apprezzo molto la risposta di Roby. Non a caso, nelle fiabe il protagonista diventa ricco o sposa la bella o il bello, ma non cambia sesso! Un conto è nascere con un sesso, viverci ed avere esperienze dal giorno zero. Altro è buttare anni di vita e dover spiegare a tutto il mondo che sei tu, ma con qualche dettaglio cambiato! Si rischia piu' la psichiatria che la soddisfazione! E poi... Essere una donna con un' educazione da uomo? Quanta parte del nostro modo di essere viene dall'interazione con gli altri?
Personale: credo che posso confermare la risposta che ho dato nell'altro post. Da una parte sarebbe un signo, dato che a suo tempo ho deciso di provare ad essere un androgino discreto, piuttosto che tentare di diventare una donna, lo anche esteriormente perfetta, ma senza le caratteristiche "intrinseche" di una donna. Insomma senza poter fare le uova e scodellare marmocchi o cuccioli che dir si voglia.
Ribadisco quindi la risposta che ho dato, anche perché il lato "estetico" vorrà pur dire qualcosa, visto anche quanto investiamo in makeup e simili: dimmi che tipo di donna sarei! La fortuna è cieca, ma la sfiga è un cecchino! Detto in modo più aulico: gli Dei ci puniscono realizzando i nostri desideri!
E poi come dicono i saggi si trova più facilmente essendo 1,70 80-60-90 piuttosto che essendo 1;20 x 120 kg! : Smile :
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Re: Il lato serio del gioco

Messaggioda Frida » venerdì 30 agosto 2019, 12:28

Il contributo di Roberta merita molta attenzione, a mio avviso potrebbe attivare delle riflessioni profonde per tutti.e. Temo tuttavia che il confronto su questi temi non sia facile; molto spesso le posizioni ideologiche prendono il sopravvento e diventa faticoso sviluppare un dialogo sereno.

La domanda dello psycho aiuta a comprendere l'importanza della risposta di Roberta. Quale sarà la reazione "all'assenza", all'esperienza della perdita di qualcosa o di qualcuno?

Il tema del "lutto" è rimbalzato sul Manifesto con la pubblicazione di un articolo dal titolo La disforia dell’identità sessuale a firma dello psichiatra Sarantis Thanopulos aspramente criticato dal gruppo di attivisti noti alle pagine di questo forum.

La frase che ha scatenato l'indignazione degli attivisti è la seguente: "La dissociazione tra il dato corporeo e la rappresentazione psichica del proprio sesso interferisce con lo sviluppo del corpo erotico e limita seriamente la profondità del coinvolgimento e della soddisfazione sessuale".

Dunque in un caso "l'assenza" è vista come una "liberazione" mentre in un altro è visto come il "rimedio" a un "errore" mentre per lo psichiatra è vista come "un'interferenza" al godimento.

Ciò che mi colpisce non sono le diverse prospettive quanto la capacità di chi riesce a de-sensibilizzarsi di fronte alla perdita di qualcosa; una sorta di reazione anestetica al dolore che, a mio avviso, rappresenta un "lato serio" del gioco.
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Re: Il lato serio del gioco

Messaggioda Serena Crossdresser » venerdì 30 agosto 2019, 15:47

A me il pene non dispiace averlo.
Diciamo che non vorrei averlo quando sono in CD.
Serena è cresciuta negli anni con questa doppia percezione di se e da quanto mi dice non sembra che tutto ciò le causi problemi.
Ci sono molte cose che si possono fare avendo un pene.
Ma la domanda vera forse è che cosa ciascuna di noi voglia essere davvero.
Non ho giudizi, ne pregiudizi e soprattutto parlo di me.
Dico solo che una grande parte dei miei giochi dipende da " lui " e Serena che si vuole bene sa che potrà essere felice soltanto accettando la sua parte maschile ... : Love :
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"Poichè non sappiamo quando moriremo, si è portati a credere che la vita sia un pozzo inesauribile; però tutto accade solo un certo numero di volte, un numero minimo di volte. Quante volte vi ricorderete di un certo pomeriggio della vostra infanzia, un pomeriggio che è così profondamente parte di voi che senza neanche riuscireste a concepire la vostra vita - forse altre quattro o cinque volte, forse nemmeno. Quante altre volte guarderete levarsi la luna - forse venti - eppure tutto sembra senza limite."

cit. da " Il tè nel deserto "

... L'ora miracolosa che almeno una volta tocca a ciascuno. Per questa eventualità vaga, che pareva farsi sempre più incerta col tempo, uomini fatti consumavano lassù la migliore parte della vita.

cit. da " Il deserto dei Tartari " ( Dino Buzzati )
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Re: Il lato serio del gioco

Messaggioda Sabrinasexy69 » venerdì 30 agosto 2019, 21:08

Interessantissimo.

Nonostante io sia perfettamente a mio agio col mio sesso e con la mia sessualità, ho sempre pensato che se avessi potuto scegliere di trasmutare magicamente in una donna bio lo avrei fatto senza esitare.

Ho letto e guardato con doppio fascino Altered Carbon: un romanzo fantascientifico in cui l’uomo Ha imparato a digitalizzare la coscienza e ogni essere umano può essere “uploadato” nel corpo che preferisce (se è ricco).

Penso però che questo ‘desiderio’ non abbia nulla in comune con quello di chi intraprende un percorso di cambiamento del proprio sesso.
Sono certo che se domani mi risvegliassi nel mio corpo senza pene la cosa mi sconvolgerebbe e non so se riuscirei a farmene una ragione.

Diverso è ritrovarsi magicamente nel corpo di una donna (figa ovviamente : Wink : , il che conferma quello che dicevo sopra) con tutte le sensazioni, le pulsioni e gli ormoni di una donna...quindi anche con l’orientamento sessuale Di quella donna (di quel ‘corpo’ in cui mi son ritrovato).
Quella sarebbe una avventura interessante.

Tornando però alla domanda dello psy, la mia risposta sarebbe che mi mancherebbe la mia maschieta’, posso anche presentarmi a letto in mutandine di pizzo babydoll e unghie dei piedi smaltate... ma in quel letto c’e La mia compagna (molto femminile) e nell’80% dei casi sono io che sc..o lei. : Chessygrin :
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Re: Il lato serio del gioco

Messaggioda Celeste » venerdì 30 agosto 2019, 22:31

Approfitto dell'occasione per dire che per me la questione non si divide tra quelli che vedono il tutto come un gioco e quelli che vedono le cose seriamente. Io gioco seriamente, considero la vita stessa un gioco... il gioco della creazione. Se sono stata creata così per me ha un senso, il fatto che io non lo conosca ancora a fondo per me significa solo che devo conoscermi meglio. Effettuare una modifica così importante del corpo lo ritengo una grande responsabilità, d'altra parte la vita umana è caratterizzata dal libero arbitrio e dalle sue conseguenze.
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Re: Il lato serio del gioco

Messaggioda Viviana Desy » venerdì 30 agosto 2019, 22:57

Interessanti domande che non mi ero mai posta...
La paura di perdere le persone che amo e gli amici è ciò che mi ha sempre spaventato e frenato molto... anche nel vivere un po di più Viviana.
Quindi se diventando donna perdessi tutto ciò, mi mancherebbe terribilmente.
Il pene non mi mancherebbe, anzi nella ricerca del mio lato femminile spesso è stato un peso, distraendomi con le sue pulsioni dalle sensazioni di vita che avevo bisogno di provare per capirmi meglio. A volte l'ho anche detestato e odiato, in quel periodo mi capitava di fare sogni in cui lo perdevo o con un semplice gesto involontario mi si staccava...

Sarei una donna con educazione da uomo? in parte penso di si, spererei di compensare al meglio con la sensibilità e la parte di animo femminile che ho, certo mi mancherebbero tutto il "vissuto" da bambina, da adolescente fino alla mia età come donna.
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Re: Il lato serio del gioco

Messaggioda angelaingrid » giovedì 30 aprile 2020, 13:41

Mi va di rispondere al giochino la bellezza di otto mesi dopo, anche perché ho visto solo ora il topic.
Premesso che un quesito del genere era già stato posto, io appartengo allo (sparuto?) gruppo di sorelline che al proprio apparato riproduttivo ci tiene eccome, per cui di diventare donna al 100% per sempre non se ne parla proprio.

Mi piacerebbe casomai passare ora di qui ora di là a mio piacimento, mediante pozione magica o anche solo un gioco solo visivo, come una tuta olografica o un incantesimo di Amelia. Ma Pasqualino, Evaristo e Casimiro laggiù in fondo rimangono al loro posto.

Maschio sono e tale rimango.
Angela Ingrid non è così. È che la disegnano così.
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Re: Il lato serio del gioco

Messaggioda sylvix » giovedì 30 aprile 2020, 15:03

il web del porno, tagliato per incarnare il sogno globale dell'uomo, ha un indotto di oltre 100 miliardi di dollari l'anno.
è il lato serio del gioco.
per scoprire i propri gusti (i non surrogati che il falso quotidiano impone) nel caso vi siano dubbi, basta farsi un giro per il web, e saranno proprio i siti visitati che sveleranno senza macchia l'orientamento di ciascuno; la sessualità esplicita si pone qui come atto riflesso a fronte di un idillio auto-interiorizzato, non è il concetto portante del discorso.
nell'immedesimazione, impietosamente, la realtà fantastica si sovrappone al tempo condiviso e, a scalare, si trova il proprio ruolo, mutevole attorno al nucleo dell'identità, su cui fondare le menzogne da raccontarsi.
jeg taler ikke dansk!
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Re: Il lato serio del gioco

Messaggioda Kleoo » giovedì 30 aprile 2020, 16:33

Di diventare donna a 61 anni suonati non mi interesserebbe proprio però se potessi pure perdere una trentina d'anni e chiaramente poter divenire una bella figa perché no ?
Sarebbe molto interessante poter vivere in davvero come Tiresia due vite nei due sessi.
Nel frattempo mi adatto a questa terra di mezzo in cui x quanto posso mi presento a mio piacimento ora maschio ora femmina .
Vivere al ritmo del rock n' roll

LA PIÙ GRANDE PRIGIONE DEL MONDO È LA PAURA DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI .
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