ATTRAZIONE

Re: ATTRAZIONE

Messaggioda Celeste » mercoledì 11 marzo 2020, 10:50

Per me può essere una ricerca di complementarità che dipende da come ci sente, ci si considera e ci si pone sotto tutti i punti di vista... e forse su queste cose si cambia. Tramite questa complementarità ci si può eccitare, realizzare, acquisire sicurezza, sentirsi speciali.
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Re: ATTRAZIONE

Messaggioda Sery » mercoledì 11 marzo 2020, 10:59

Freud parla di 'bisessualità innata', ovvero si nasce bisessuali ma attraverso lo sviluppo psichico sommato ad altri fattori quali contesto familiare, sociale, etc. si tende verso la monosessualità.
Se così fosse è probabile che il divenire donna possa in qualche modo riaprire questo capitolo latente della nostra sessualità e togliere quelle inibizioni che prima frenavano il nostro orientamento.
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Re: ATTRAZIONE

Messaggioda Alyssa » mercoledì 11 marzo 2020, 11:10

Monica Poli ha scritto:Ma per chi ritiene siano veri, la domanda è: come si spiega che un uomo innegabilmente ed assolutamente eterosessuale si trovi ad avere una storia d'amore con un altro uomo dopo aver deciso di intraprendere un percorso di transizione e mentre è in terapia ormonale?

"I condizionali controfattuali sono sempre veri perché la premessa è falsa" (cit. Umberto Eco)


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Re: ATTRAZIONE

Messaggioda Sabrinasexy69 » mercoledì 11 marzo 2020, 11:32

Monica Poli ha scritto:Per rimanere in tema senza divagazioni, vorrei partire da due postulati:

Il primo è la propria personale certezza di essere eterosessuali (per chi lo è, ovviamente).
Si può ovviamente dire tutto e il contrario di tutto, ma a sé stessi non si mente. Se un uomo non ha mai e poi mai e poi mai guardato agli altri uomini con interesse, se non ha mai e poi mai avvertito alcun tipo di attrazione verso di loro, se solo l'idea di avere un contatto con un uomo gli procura ribrezzo... beh, penso sia molto molto difficile che in questa persona possa esistere un'omosessualità nascosta o latente.

Il secondo è l'evidenza che una terapia ormonale non può modificare l'orientamento sessuale. Ho fatto alcune ricerche specifiche, e non ho trovato assolutamente nulla che affermasse il contrario. E non credo neppure che chi intraprende questo percorso, con conseguente terapia ormonale, venga informato da psicologi e medici che le cure, i farmaci, gli ormoni che assumerà abbiano la proprietà di invertire l'attrazione sentimentale e fisica.

Naturalmente si può obiettare a questi due postulati.

Ma per chi ritiene siano veri, la domanda è: come si spiega che un uomo innegabilmente ed assolutamente eterosessuale si trovi ad avere una storia d'amore con un altro uomo dopo aver deciso di intraprendere un percorso di transizione e mentre è in terapia ormonale?



Non si spiega e quindi uno dei 2 postulati e' falso. Dato che il secondo e' a mio avviso certo. E' falso il primo. La mente umana e' un mistero infinito, ha una grandissima capacita' di nascondersi la verita'. Quindi direi che la persona in questione non e' omosessuale ma piuttosto bisessuale, ha avuto la fortuna di trovarsi bene con le donne e ha inconsciamente (proprio senza consapevolezza) sempre non degnato di nota, neanche considerato, ogni attrazione verso gli uomini.
Deciso di fare transizione e anche grazie al rimescolamento di emozioni dato dalla cura ormonale questa barriera psicologica e' scesa e il miracolo e' avvenuto.

Guarda, io non posso escludere che se decidessi di fare una transizione e iniziassi la terapia, se decidessi di presentarmi al mondo come donna e diventarlo al meglio delle mie possibilita' non potrebbe mai capitarmi di sentirmi attratto da un uomo. Eppure ora mi definisco totalmente etero. Non sono mai stata attratta da un uomo in vita mia. Guardo solo le donne. Pero' ho avuto qualche esperienza, ho fantasticato sui limiti estremi del mio cross dressing, mi diverto a "entrare nel ruolo" e a "giocare". Una mia esperienza e' arrivata anche a giochi erotici. Ho deciso che non mi attizzava veramente quando andava oltre alla simulazione attoriale. Inoltre come dice Roby al venire meno del travestimento mi sentivo proprio a disagio.

Non rispetto il primo postulato solo perche' sono consapevole della mia ricerca e della mia "decisione" sul mio posizionamento come etero. Sono certa in assoluto che questo posizionamento non cambiera' se io resto uomo. Posso avere la stessa certezza se inizio una transizione? ovviamente no.
Curiosita': a quella persona le donne attizzano ancora?

Il primo postulato e' falso, quella persona deve guardarsi bene dentro, esplorare il suo passato e trovera' la risposta. Sempre che sia cosi' importante per lei farlo....certe volte basta vivere quello che ci fa stare bene e goderselo.
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Re: ATTRAZIONE

Messaggioda Monica Poli » mercoledì 11 marzo 2020, 12:33

Sabrinasexy69 ha scritto: Non sono mai stata attratta da un uomo in vita mia. Guardo solo le donne. Pero' ho avuto qualche esperienza, ho fantasticato sui limiti estremi del mio cross dressing, mi diverto a "entrare nel ruolo" e a "giocare". Una mia esperienza e' arrivata anche a giochi erotici. Ho deciso che non mi attizzava veramente quando andava oltre alla simulazione attoriale. Inoltre come dice Roby al venire meno del travestimento mi sentivo proprio a disagio.


Mi sa che il punto dirimente stia proprio qui.
Come dice Roby, io sono la prova vivente di come sia possibile, pur senza aver mai nemmeno per una volta in sessant'anni avvertito la benché minima attrazione per un uomo, frequentare uomini ballandoci insieme, divertirsi a "flirtare", e godere delle attenzioni dell'inconsapevole avventore.
Quante volte leggiamo frasi del tipo: "gli uomini mi hanno sempre fatto schifo, ma quando sono en femme un pensiero ce lo farei..."?
Che significa? Ci sono solo due possibili spiegazioni: o questa persona ritiene d'essere etero ma in realtà non lo è, oppure un uomo etero può arrivare a frequentare un altro uomo quando è "en femme" perché l'irresistibile desiderio di percepirsi ed essere percepito come donna - e quindi esaltare la sensazione di femminilità - gli fa superare tutte le sue barriere fisiche e mentali.
Una persona in fase di transizione ha decisamente molti motivi validi in più per lasciarsi andare, e quindi lo fa (e fa bene a farlo) con molta più libertà perché in qualche modo se ne sente "legittimata".
Ma a mio avviso la ragione per cui lo fa è sempre quella di soddisfare un proprio desiderio personale e di placare una propria necessità intima, che nulla ha a che vedere né con l'attrazione fisica né con l'attrazione sentimentale nei confronti di un uomo, a meno che queste non esistessero già prima in forma più o meno evidente.
Al giorno d'oggi è molto difficile essere una donna. Specialmente se sei un uomo.
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Re: ATTRAZIONE

Messaggioda Frida » mercoledì 11 marzo 2020, 13:28

Monica Poli ha scritto:Per rimanere in tema senza divagazioni, vorrei partire da due postulati:

Il primo è la propria personale certezza di essere eterosessuali (per chi lo è, ovviamente).
Si può ovviamente dire tutto e il contrario di tutto, ma a sé stessi non si mente. Se un uomo non ha mai e poi mai e poi mai guardato agli altri uomini con interesse, se non ha mai e poi mai avvertito alcun tipo di attrazione verso di loro, se solo l'idea di avere un contatto con un uomo gli procura ribrezzo... beh, penso sia molto molto difficile che in questa persona possa esistere un'omosessualità nascosta o latente.

Il secondo è l'evidenza che una terapia ormonale non può modificare l'orientamento sessuale. Ho fatto alcune ricerche specifiche, e non ho trovato assolutamente nulla che affermasse il contrario. E non credo neppure che chi intraprende questo percorso, con conseguente terapia ormonale, venga informato da psicologi e medici che le cure, i farmaci, gli ormoni che assumerà abbiano la proprietà di invertire l'attrazione sentimentale e fisica.

Naturalmente si può obiettare a questi due postulati.

Ma per chi ritiene siano veri, la domanda è: come si spiega che un uomo innegabilmente ed assolutamente eterosessuale si trovi ad avere una storia d'amore con un altro uomo dopo aver deciso di intraprendere un percorso di transizione e mentre è in terapia ormonale?


Diamo per veri i due assunti di base.

Dalla mia personale esperienza si può dedurre che chi è eterosessuale lo è sempre in ogni istante della sua vita compreso il momento in cui si concede un'esperienza omosessuale. Questa persona è sempre cosciente della sua eterosessualità. L'atto sessuale non determina il suo orientamento. In definitiva non si preoccupa, non teme, non ha ansie sul suo orientamento neanche dopo aver fatto sesso con una persona del suo stesso sesso. È eterosessuale e basta.

Non ci sono fattori ambientali che possono influenzare, modificare, cambiare l'orientamento sessuale di una persona ( se accettiamo il fatto che così è dal 1973). Il mondo scientifico è d'accordo su questo assunto di base.

Dunque date per vere le premesse, mi scuso se la mia personale risposta rischia di urtare la sensibilità delle persone T*.

Gli scienziati sono d'accordo nel definire la disforia di genere partendo dall'orientamento sessuale. Chi è omosessuale da subito inizia un percorso di transizione "saltando" la fase del travestimento. Chi è eterosessuale inizia il percorso di transizione, passando dal travestimento, in una fase matura. Kernberg descrive casi di omosessualità "fasulla" in persone affette da disforia di genere. Chi ha praticato il travestimento è "abituato" a recitare, pur senza saperlo, un ruolo di genere. In presenza di disforia di genere potrebbe, come dice Claudio, avere un comportamento eteronormativo per soddisfare il suo bisogno di essere percepita donna.

Detto francamente, non riesco a sorprendermi, chi si traveste finge di essere un'altra persona con una sua identità sessuale, un ruolo di genere, opposti a quello di elezione. Ciò che mi sorprende è chi pensa all'orientamento sessuale come a qualcosa che ognuno si cuce addosso in base al sentimento del momento.
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Re: ATTRAZIONE

Messaggioda Roby » mercoledì 11 marzo 2020, 13:46

Frida ha scritto:
Dalla mia personale esperienza si può dedurre che chi è eterosessuale lo è sempre in ogni istante della sua vita compreso il momento in cui si concede un'esperienza omosessuale. Questa persona è sempre cosciente della sua eterosessualità. L'atto sessuale non determina il suo orientamento. In definitiva non si preoccupa, non teme, non ha ansie sul suo orientamento neanche dopo aver fatto sesso con una persona del suo stesso sesso. È eterosessuale e basta.
[...]



Cara Frida, lo so che con questa domanda che sto per fare, spalanco il cancello del ginepraio.
Ma la faccio lo stesso.
Se uno di questi "eterosessuali e basta" arriva ad avere rapporti omosessuali, allora mi chiedo cosa vuol dire essere eterosessuale?
E cosa bisogna fare per essere omosessuale o al limite bisessuale?

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Re: ATTRAZIONE

Messaggioda Celeste » mercoledì 11 marzo 2020, 13:51

Monica Poli ha scritto:Ma a mio avviso la ragione per cui lo fa è sempre quella di soddisfare un proprio desiderio personale e di placare una propria necessità intima, che nulla ha a che vedere né con l'attrazione fisica né con l'attrazione sentimentale nei confronti di un uomo, a meno che queste non esistessero già prima in forma più o meno evidente.

Però metti il caso che un uomo ti piace come persona (carattere, atteggiamento, gusti, e tante altre cose) a quel punto si può unire la soddisfazione del sentirsi donna (che può essere irrinunciabile) alla soddisfazione di stare vicino ad una persona con cui ci si trova bene. Magari sarà diverso da ciò che viene comunemente inteso con orientamento sessuale, però nemmeno è detto che sia qualcosa di esclusivamente centrato su se stessi, né che sia un rapporto privo d'amore.
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Re: ATTRAZIONE

Messaggioda roby_rm » mercoledì 11 marzo 2020, 14:58

Roby ha scritto:
Frida ha scritto:
Dalla mia personale esperienza si può dedurre che chi è eterosessuale lo è sempre in ogni istante della sua vita compreso il momento in cui si concede un'esperienza omosessuale. Questa persona è sempre cosciente della sua eterosessualità. L'atto sessuale non determina il suo orientamento. In definitiva non si preoccupa, non teme, non ha ansie sul suo orientamento neanche dopo aver fatto sesso con una persona del suo stesso sesso. È eterosessuale e basta.
[...]



Cara Frida, lo so che con questa domanda che sto per fare, spalanco il cancello del ginepraio.
Ma la faccio lo stesso.
Se uno di questi "eterosessuali e basta" arriva ad avere rapporti omosessuali, allora mi chiedo cosa vuol dire essere eterosessuale?
E cosa bisogna fare per essere omosessuale o al limite bisessuale?

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Da quello che ho capito io, si potrebbe tradurre orientamento con quello che ti piace basicamente. Una specie di bussola del comportamento, che stabilisce quello che tendi a fare in assenza di altri stimoli.
Diciamo che se sei etero_orientato, tenderai sempre e solo a cercare sesso complementare. Frida ammette poi che se ti capita l' occasione della tua vita... magari puoi fare uno o qualche excursus fuori della tua area di orientamento, ma senza modificare la direzione segnata dalla bussola.
Scusatemi se ripeto la lezione, ma vorrei essere sicura di avere capito, dato che l ' argomento mi interessa. : Smile :

Se sono correttamente "orientata" : Smile : per essere omosessuali, basta che la tua bussola sia orientata verso persone persone con lo stesso sesso ( o lo stesso orientamento?) Insomma simili a te.
Dovrebbe essere analogo per i bisessuali, anche se qui non so come si tratta la situazione della bussola che oscilla, che forse è quella che mi sembra più interessante.

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Re: ATTRAZIONE

Messaggioda Sabrinasexy69 » mercoledì 11 marzo 2020, 15:41

Frida ha scritto:Dalla mia personale esperienza si può dedurre che chi è eterosessuale lo è sempre in ogni istante della sua vita compreso il momento in cui si concede un'esperienza omosessuale. Questa persona è sempre cosciente della sua eterosessualità. L'atto sessuale non determina il suo orientamento. In definitiva non si preoccupa, non teme, non ha ansie sul suo orientamento neanche dopo aver fatto sesso con una persona del suo stesso sesso. È eterosessuale e basta.


Concordo e sottoscrivo!

Frida ha scritto:Gli scienziati sono d'accordo nel definire la disforia di genere partendo dall'orientamento sessuale. Chi è omosessuale da subito inizia un percorso di transizione "saltando" la fase del travestimento. Chi è eterosessuale inizia il percorso di transizione, passando dal travestimento, in una fase matura. Kernberg descrive casi di omosessualità "fasulla" in persone affette da disforia di genere. Chi ha praticato il travestimento è "abituato" a recitare, pur senza saperlo, un ruolo di genere. In presenza di disforia di genere potrebbe, come dice Claudio, avere un comportamento eteronormativo per soddisfare il suo bisogno di essere percepita donna.


Me la rispieghi? cioe' vuoi dire che io che sono etero e mi travesto e mi piace farmi percepire come donna, potrei decidere di fare un altro passo e "transizionare" e poi eventualmente diventare omosessuale, o meglio "etero" rispetto al mio essere diventata donna?
ma a quel punto avrei cambiato il mio orientamento sessuale...o no?


Roby ha scritto:Se uno di questi "eterosessuali e basta" arriva ad avere rapporti omosessuali, allora mi chiedo cosa vuol dire essere eterosessuale?
E cosa bisogna fare per essere omosessuale o al limite bisessuale?


Io ritengo che bisogna separare l'atto, dall'attrazione. Io posso decidere di eseguire un atto fisico disconnesso dalla mia emotivita', o meglio esclusivamente focalizzato sull'emozione di sentirmi donna, posso provarne piacere e eccitazione ma questa non e' derivata da nessun tipo di reale interesse per l'altro ma esclusivamente sul mio autopiacere per quello che sto facendo e come mi fa sentire.

Monica Poli ha scritto:Ma a mio avviso la ragione per cui lo fa è sempre quella di soddisfare un proprio desiderio personale e di placare una propria necessità intima, che nulla ha a che vedere né con l'attrazione fisica né con l'attrazione sentimentale nei confronti di un uomo, a meno che queste non esistessero già prima in forma più o meno evidente.



Infatti e concordo con tutto il resto detto nella medesima risposta.

Monica Poli ha scritto:Ma per chi ritiene siano veri, la domanda è: come si spiega che un uomo innegabilmente ed assolutamente eterosessuale si trovi ad avere una storia d'amore con un altro uomo dopo aver deciso di intraprendere un percorso di transizione e mentre è in terapia ormonale?



Ecco...qui si parla di storia d'amore, ma e' una storia di amore per l'altro, cioe' verso l'altro o di amore con se stessi e verso la propria immagine di donna che si sta realizzando?
Essere attratti da un uomo non e' desiderare che ci tratti come donna, e' provare una irresistibile attrazione fisica e mentale.
Ripongo una domanda che puo' aiutare a fare un po' di luce, quella persona ora e' inesorabilmente attratta dai maschi o ancora dalle donne?
basta un test piccolo piccolo se gli mostri 10 coppie di foto con le donne piu' belle del mondo nude e gli uomini quali guarda? io non faccio cure ormonali ma vi assicuro che mi porto via le 10 con le donne.... : Wink :
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