Eterosessualità

Re: Eterosessualità

Messaggioda Viviane » mercoledì 29 novembre 2017, 10:54

Desy ha scritto:mah, mi sono letta tutto il topic, perbenino.... tanto di tempo da perdere al momento ne ho...

concordo sulla visione di frida, alyssa e darione.

Però butto lì un'ulteriore visione: Le persone cambiano.
Per esempio, io odiavo i broccoli e alla soglia dei 25 anni ho iniziato a mangiarli senza poi smettere.

Ovvio che qui non si parla di broccoli, ma è per esprimere il concetto.
Chi scrive in questo momento come sapete è una donna bio, ma la stessa donna ha avuto una maturità sessuale davvero precoce, il primo innamoramento VERO a soli 7 anni, per una femminuccia. Parlo di amore, e non di cotta da elementari, che naturalmente ho avuto. m per Lei sono stata innamorata fino a 15.... non roba da poco.
Naturalmente a 7 anni non volevo farci l'amore, ma il bacio in bocca lo cercavo in continuazione, per esempio.
La stessa persona che scrive, a 8-9 anni si mastrubava con... il postalmarket! Ebbene si, una delle poche donne che conoscono la "potenzialità" del famoso giornaletto per acquisti telefonici....

Sono stata con uomini, donne, transessuali e cd, ho sperimentato il bdsm, l'essere master e slave, il sesso a tre.

Come sapete sono pansessuale, non mi vergogno certo di dirlo, anzi per certi versi ne vado fiera.

Mi è capitato però di andare con donne sposate, assolutamente "etero non si discute" che poi però non volevano alzarsi più da quelle lenzuola.... un paio dopo quelle esperienze, hanno iniziato a guardare le altre donne con "occhi diversi" altre invece "è stato solo un momento, una sbandata, un gioco"

Viceversa, so di uomini che fino a quando non hanno provato l'esperienza omosessuale, si dichiaravano assolutamente etero.
Parlo di esperienza e non di atto sessuale in se, in quanto per me sono cose ben differenti.

Se a un uomo piace "essere passivizzato" Non necessariamente è omosessuale o bisessuale. Si parla di terminazioni nervose, di punti di piacere, di milioni di cose differenti. Ci sono etero a cui "piace prenderlo" (scusate il francesismo) Ma solo da donne, con un uomo non riuscirebbero proprio ad andarci. Viceversa, al gay piace se è un altro uomo, e non certo se è una donna con la sua magica cinturina strap-on.

Io francamente credo che l'orientamento sessuale e la pratica sessuale siano cose differenti. Credo altresì che possano cambiare i gusti nel tempo, sia per quanto riguarda l'orientamento, che le pratiche.


Sono completamente d’accordo con te!!!


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Re: Eterosessualità

Messaggioda Frida » mercoledì 29 novembre 2017, 17:27

Desy ha scritto:
Frida ha scritto:In definitiva se manca l'attrazione per lo stesso sesso non si può parlare di omosessualità.


Interessante e sicuramente giusta affermazione.

Mi chiedo, si può parlare di omosessualità, o di forma della stessa, in una CD attratta , oltre che da donne, solo da altre CD e non da uomini? (Pur ovviamente sapendo che davanti non ha una bio)

Si legge e sente milioni di volte questa affermazione, dove si ribadisce fermamente di essere etero o al max attratte da "sorelline".
Eh, però la sorellina sotto sotto ha il fratellino e lo si sa pure, quindi non so quanto ci si possa definire etero....

Cosa ne pensi? Eterosessualità con tratti di deviazione sulla sodomia/masochismo (per quanto riguarda la passivazione) oppure forma di omo/bisessualità mascherata?


Desy ti faccio i miei complimenti per aver esposto così chiaramente il tuo pensiero.

Non avrei molto da aggiungere se non rispondere per cortesia alla tua domanda. Ti dico cosa penso francamente.

Sia per l'eterosessualità che l'omosessualità si devono verificare due condizioni:
1. attrazione.
2. tensione affettiva (un misto di sentimenti che chiamiamo amore).

(Nelle persone relativamente sane accade che: si può essere attratti.e ma non amare qualcuno.a; si può amare qualcuno.a senza esserne attratti.e; si può essere attratti.e e amare qualcuno.a)

Se per incanto si sfila via la "mascherata" le "due sorelline" restano nude e crude l'una di fronte all'altra riconoscendo di appartenere allo stesso sesso.
Si verificano i seguenti casi:
a).E' il caso che prevede una negazione, un potente conflitto interno alla persona. Si vive senza accettare la tensione affettiva verso individui dello stesso sesso. Si chiama omosessualità ego-distonica. (Nei manuali di medicina ed è trattata come un a patologia). In pratica si ritirano via l'una dall'altra.
b).E' il caso che prevede la piena accettazione della realtà, senza particolari conflitti. In pratica si vive nella piena consapevolezza di provare amore verso individui dello stesso sesso. Si chiama omosessualità ego-sintonica . (non c'è alcuna patologia) In pratica si avvicinano l'una all'altra.

I vari casi di trasgressione per me non riguardano l'orientamento sessuale.

A mio avviso le affermazioni circa il proprio orientamento sessuale possono essere viste da una prospettiva di vero e falso per cui la condizione sufficiente per poter affermare che le due sorelline siano in verità omosessuali è che essi.e provino amore l'una per l'altra senza conflitti interiori.

L'attrazione è necessaria ma non sufficiente per definire il proprio orientamento sessuale.
Frida
 

Re: Eterosessualità

Messaggioda Desy » giovedì 30 novembre 2017, 2:50

veronica ha scritto:
virgolette ha scritto:Per me è tutto estremamente semplice:

sia quando sono en homme che quando indosso la gonna ed i tacchi non mi sono MAI girato o soffermato a guardre un uomo, solo donne.

Credo che non occorra dire altro.


Questo e' vero anche per me ma non posso dire di non essere attratta da sorelline molto credibili e come dice Desy questo potrebbe significare un'attrazione anche verso una fisicita' particolare, non so come definirla.
Anche quando sono al femminile rimango attratta dalle donne ma come spiegare il fascino che provo verso crossdresser o transgender giovani? Io me lo spiego con la proiezione di quello che oggi vorrei ancora essere (1 caso) e quello che avrei voluto essere (2 caso)

Very


Esatto.... Davide poi mi pare di aver letto nel tuo resoconto della cena milanese che ti eri soffermato a guardare Sharon, se non erro.
Certo, lei è assolutamente irriconoscibile.... Ma mi chiedo, se fosse stato un altro contesto, magari ci avresti attaccato bottone, magari lei avrebbe detto di essere CD. Tu come avresti reagito? Andando via, o rimanendo incuriosito?
Felicemente sposata con Noemi Mancini

Metà dei miei problemi sono dovuti al tono della mia voce o dalle mie parole.
Tutti pensano che stia discutendo mentre sto soltanto parlando....
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Re: Eterosessualità

Messaggioda velia67 » giovedì 30 novembre 2017, 8:25

Frida ha scritto:
Desy ha scritto:
Frida ha scritto:In definitiva se manca l'attrazione per lo stesso sesso non si può parlare di omosessualità.


Interessante e sicuramente giusta affermazione.

Mi chiedo, si può parlare di omosessualità, o di forma della stessa, in una CD attratta , oltre che da donne, solo da altre CD e non da uomini? (Pur ovviamente sapendo che davanti non ha una bio)

Si legge e sente milioni di volte questa affermazione, dove si ribadisce fermamente di essere etero o al max attratte da "sorelline".
Eh, però la sorellina sotto sotto ha il fratellino e lo si sa pure, quindi non so quanto ci si possa definire etero....

Cosa ne pensi? Eterosessualità con tratti di deviazione sulla sodomia/masochismo (per quanto riguarda la passivazione) oppure forma di omo/bisessualità mascherata?

Cara Frida sempre puntuale e precisa,e rilancio ,come si definirebbe chi,piu' che crossdresser si definisce donna ,ed e' convinta che andare con maschietti,e' un rapporto etereo(tipo io...)
GRAZIE
Desy ti faccio i miei complimenti per aver esposto così chiaramente il tuo pensiero.

Non avrei molto da aggiungere se non rispondere per cortesia alla tua domanda. Ti dico cosa penso francamente.

Sia per l'eterosessualità che l'omosessualità si devono verificare due condizioni:
1. attrazione.
2. tensione affettiva (un misto di sentimenti che chiamiamo amore).

(Nelle persone relativamente sane accade che: si può essere attratti.e ma non amare qualcuno.a; si può amare qualcuno.a senza esserne attratti.e; si può essere attratti.e e amare qualcuno.a)

Se per incanto si sfila via la "mascherata" le "due sorelline" restano nude e crude l'una di fronte all'altra riconoscendo di appartenere allo stesso sesso.
Si verificano i seguenti casi:
a).E' il caso che prevede una negazione, un potente conflitto interno alla persona. Si vive senza accettare la tensione affettiva verso individui dello stesso sesso. Si chiama omosessualità ego-distonica. (Nei manuali di medicina ed è trattata come un a patologia). In pratica si ritirano via l'una dall'altra.
b).E' il caso che prevede la piena accettazione della realtà, senza particolari conflitti. In pratica si vive nella piena consapevolezza di provare amore verso individui dello stesso sesso. Si chiama omosessualità ego-sintonica . (non c'è alcuna patologia) In pratica si avvicinano l'una all'altra.

I vari casi di trasgressione per me non riguardano l'orientamento sessuale.

A mio avviso le affermazioni circa il proprio orientamento sessuale possono essere viste da una prospettiva di vero e falso per cui la condizione sufficiente per poter affermare che le due sorelline siano in verità omosessuali è che essi.e provino amore l'una per l'altra senza conflitti interiori.

L'attrazione è necessaria ma non sufficiente per definire il proprio orientamento sessuale.
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Re: Eterosessualità

Messaggioda Frida » giovedì 30 novembre 2017, 15:18

velia67 ha scritto:Cara Frida sempre puntuale e precisa,e rilancio ,come si definirebbe chi,piu' che crossdresser si definisce donna ,ed e' convinta che andare con maschietti,e' un rapporto etereo(tipo io...)
GRAZIE


Cara Velia, certamente non sei l'unica a credere che andare con i maschietti rientri in un normale rapporto "etero". Provo a fare un esempio: Chi fa uso di droghe si definisce drogato, chi uccide assassino, mentre chi si astiene da atti deprecabili non si definisce poichè rientra nella normalità. Definire una persona in base a quello che fa e non a quello che è, aiuta a rendere moralmente discutibile quella persona.

Se definirti donna, ti aiuta a convincerti che andare con i maschietti renderà moralmente accettabile la tua persona allora ha senso parlare di rapporto eteronormativo piuttosto che eterosessuale.

Nel mio caso posso affermare di essere un maschio omosessuale che accetta di innamorarsi di una persona dello stesso sesso. Sono sposato amo mia moglie e i mie figli. Il crossdressing mi ha aiutato a prendere coscienza di un dato individuale e immutabile della mia persona.

Non c'è niente d'immorale in quello che sono. Lo stesso vale per il mio orientamento sessuale poichè appartiene alla mia persona.

A chi considera la sessualità come fluida e influenzata dalla cultura rispondo che se sparisse ogni condizionamento eteronormativo resterebbe l'orientamento sessuale. Ognuno sarebbe libero di sperimentare ma poi alla fine il proprio orientamento prevarrebbe. Essere liberi di fare quello che si desidera non significa che si possa essere liberi di autodefinirsi come si vuole fino a negare l'esistenza dell'orientamento sessuale stesso. Un maschio con le tette può affermare di essere una femmina con il pene ma questa rimane una questione identitaria prima che di orientamento.
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Re: Eterosessualità

Messaggioda marleneronconi » giovedì 30 novembre 2017, 16:13

Non intervengo spesso perchè ormai molte/i sanno il mio lavoro mi limita un po’. Stavolta pero’ ho un momento e l’argomento merita una riflessione. Innanzitutto qui ci sono 2 argomenti. Come “vivo io” la mia sessualità e come “mi percepiscono e giudicano gli altri”. Il primo punto è oggetto di “pippe mentali” ritengo dalla maggioranza di noi, che quando scoprono di amare i collant e simili cominciano ad avere dubbi su stessi. Credo ci passiamo in molti. E chi piu chi meno ci stiamo male, cerchiamo su internet risposte, ci confrontiamo con chi possiamo e cosi via. E questo perchè da piccoli ci hanno insegnato “o sei maschio o sei femmina, o ti piacciono gli uomini o le donne”. ALT. Il problema non è nostro, ma della società, che per motivi “sociali”, “relazionali” e “organizzativi” delle persone ha bisogno di “gruppi” e “differenze”, che servono appunto per aiutarci a scegliere, a identificarci in qualcosa, e cosi via (lunga discussione...). Ci sono anche pero persone che sono piu sfumate. E penso che siano la maggioranza, ma per paure e convenzioni sociali stanno fisse in un gruppo definito. Piu facile, comodo. Si è accettati, riconosciuti e le relazioni sono piu semplici. Ci pensate a qualcuno che fosse cattolico e musulmano insieme? Eppure il dio è lo stesso, ed uno potrebbe apprezzare alcuni valori di una religione e altri dell’altra. Quindi, penso che in realtà il problema non si pone nel momento in cui accettiamo noi stessi. Cui puo piacere non solo la cucina italiana ma anche altre. Serenamente ed in forme piu o meno approfondite. È un fatto solo personale che ci contraddistingue. E nel momento in cui accettiamo noi stessi, cade anche secondo me quella cosa dialettica che spesso facciamo quando si parla di uscite “vieni tu o tuo fratello”. Ma no! Sono sempre io. Il vestito che indosso non cambia la mia persona e quello che sento, è solo uno dei modo che ho di esprimere me stesso che un giorno sono in cravatta in ufficio un giorno in tuta al parco una sera in minigonna con le amiche. E che posso apprezzare la compagnia di una donna o di un uomo non importa. Sono gusti, diversi per tutti come nella cucina. Ma se ha uno piace il sushi e non il messicano non li giudica, noi co facciamo le pippe e temiamo il giudizio.... quindi come vivo io la mia sessualità, non deve essere un problema, non sei meno “uomo” se ti piacciono anche gli uomini, non sei meno a nulla se in ogni ruolo mantieni i giusti valori e rispetti gli altri. Chi fa “schifo” è chi stupra, chi è pedofilo, chi picchia solo per cattiveria. Non noi. Quindi mi devo vivere appieno la mia sessualità senza menate. Come dice Caparezza nella canzone “devi fare cio che ti fa stare bene”. Riguardo al giudizio altrui dobbiamo tutti imparare a fregarcene, ma non è facile perchè se è palese (chi ti addita o urla frocio in strada) ti spara una luce addosso che ti rovina magari la serata con gli amici. Ed è piu difficile perche si esce cosi poco che si vogliono serate perfette da ricordare, non da dimenticare. Quindi, almeno per me, tendo ancora a pensare di uscire in ambienti “protetti” per gustarmi le serate. Bacio a tutti


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Re: Eterosessualità

Messaggioda Viviane » giovedì 30 novembre 2017, 16:21

marleneronconi ha scritto:Non intervengo spesso perchè ormai molte/i sanno il mio lavoro mi limita un po’. Stavolta pero’ ho un momento e l’argomento merita una riflessione. Innanzitutto qui ci sono 2 argomenti. Come “vivo io” la mia sessualità e come “mi percepiscono e giudicano gli altri”. Il primo punto è oggetto di “pippe mentali” ritengo dalla maggioranza di noi, che quando scoprono di amare i collant e simili cominciano ad avere dubbi su stessi. Credo ci passiamo in molti. E chi piu chi meno ci stiamo male, cerchiamo su internet risposte, ci confrontiamo con chi possiamo e cosi via. E questo perchè da piccoli ci hanno insegnato “o sei maschio o sei femmina, o ti piacciono gli uomini o le donne”. ALT. Il problema non è nostro, ma della società, che per motivi “sociali”, “relazionali” e “organizzativi” delle persone ha bisogno di “gruppi” e “differenze”, che servono appunto per aiutarci a scegliere, a identificarci in qualcosa, e cosi via (lunga discussione...). Ci sono anche pero persone che sono piu sfumate. E penso che siano la maggioranza, ma per paure e convenzioni sociali stanno fisse in un gruppo definito. Piu facile, comodo. Si è accettati, riconosciuti e le relazioni sono piu semplici. Ci pensate a qualcuno che fosse cattolico e musulmano insieme? Eppure il dio è lo stesso, ed uno potrebbe apprezzare alcuni valori di una religione e altri dell’altra. Quindi, penso che in realtà il problema non si pone nel momento in cui accettiamo noi stessi. Cui puo piacere non solo la cucina italiana ma anche altre. Serenamente ed in forme piu o meno approfondite. È un fatto solo personale che ci contraddistingue. E nel momento in cui accettiamo noi stessi, cade anche secondo me quella cosa dialettica che spesso facciamo quando si parla di uscite “vieni tu o tuo fratello”. Ma no! Sono sempre io. Il vestito che indosso non cambia la mia persona e quello che sento, è solo uno dei modo che ho di esprimere me stesso che un giorno sono in cravatta in ufficio un giorno in tuta al parco una sera in minigonna con le amiche. E che posso apprezzare la compagnia di una donna o di un uomo non importa. Sono gusti, diversi per tutti come nella cucina. Ma se ha uno piace il sushi e non il messicano non li giudica, noi co facciamo le pippe e temiamo il giudizio.... quindi come vivo io la mia sessualità, non deve essere un problema, non sei meno “uomo” se ti piacciono anche gli uomini, non sei meno a nulla se in ogni ruolo mantieni i giusti valori e rispetti gli altri. Chi fa “schifo” è chi stupra, chi è pedofilo, chi picchia solo per cattiveria. Non noi. Quindi mi devo vivere appieno la mia sessualità senza menate. Come dice Caparezza nella canzone “devi fare cio che ti fa stare bene”. Riguardo al giudizio altrui dobbiamo tutti imparare a fregarcene, ma non è facile perchè se è palese (chi ti addita o urla frocio in strada) ti spara una luce addosso che ti rovina magari la serata con gli amici. Ed è piu difficile perche si esce cosi poco che si vogliono serate perfette da ricordare, non da dimenticare. Quindi, almeno per me, tendo ancora a pensare di uscire in ambienti “protetti” per gustarmi le serate. Bacio a tutti


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Re: Eterosessualità

Messaggioda Ivanatr81 » mercoledì 6 dicembre 2017, 10:57

Frida ha scritto:
velia67 ha scritto:Cara Frida sempre puntuale e precisa,e rilancio ,come si definirebbe chi,piu' che crossdresser si definisce donna ,ed e' convinta che andare con maschietti,e' un rapporto etereo(tipo io...)
GRAZIE


Cara Velia, certamente non sei l'unica a credere che andare con i maschietti rientri in un normale rapporto "etero". Provo a fare un esempio: Chi fa uso di droghe si definisce drogato, chi uccide assassino, mentre chi si astiene da atti deprecabili non si definisce poichè rientra nella normalità. Definire una persona in base a quello che fa e non a quello che è, aiuta a rendere moralmente discutibile quella persona.

Se definirti donna, ti aiuta a convincerti che andare con i maschietti renderà moralmente accettabile la tua persona allora ha senso parlare di rapporto eteronormativo piuttosto che eterosessuale.

Nel mio caso posso affermare di essere un maschio omosessuale che accetta di innamorarsi di una persona dello stesso sesso. Sono sposato amo mia moglie e i mie figli. Il crossdressing mi ha aiutato a prendere coscienza di un dato individuale e immutabile della mia persona.

Non c'è niente d'immorale in quello che sono. Lo stesso vale per il mio orientamento sessuale poichè appartiene alla mia persona.

A chi considera la sessualità come fluida e influenzata dalla cultura rispondo che se sparisse ogni condizionamento eteronormativo resterebbe l'orientamento sessuale. Ognuno sarebbe libero di sperimentare ma poi alla fine il proprio orientamento prevarrebbe. Essere liberi di fare quello che si desidera non significa che si possa essere liberi di autodefinirsi come si vuole fino a negare l'esistenza dell'orientamento sessuale stesso. Un maschio con le tette può affermare di essere una femmina con il pene ma questa rimane una questione identitaria prima che di orientamento.


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Re: Eterosessualità

Messaggioda velia67 » mercoledì 6 dicembre 2017, 14:05

il fatto e' che ognuno/a di noi ,vive il suo modo di essere per come crede,sessualita' compresa,importante e' prenderne atto con buon senso,non criticare,.specialmente nel nostro mondo ci sdno le piu' svariate sfumature,che vanno dalla pura e semplice curiosita',a manie quali feticismo,divertimento,lavoro e modo di essere(a cui posso testimoniare appartengo io)ripeto tutte da rispettare : Love :
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Re: Eterosessualità

Messaggioda AliceBianconiglio » lunedì 18 dicembre 2017, 13:03

Frida ha scritto:Essere scambiati per omosessuali non è un offesa. Almeno mi auguro che sia così per chi fa crossdressing.


Infatti me lo auguro anche io.
Personalmente non sento il bisogno di definirmi anche perché nella mia vita ho provato - e provo - attrazione per persone di entrambi i sessi e sono molto felice così.

(chiedo scusa se ho citato una frase di qualche mese fa : Chessygrin : )
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