Eterosessualità

Re: Eterosessualità

Messaggioda Frida » martedì 23 gennaio 2018, 15:44

AliceBianconiglio ha scritto:
Frida ha scritto: Dunque perchè un eterosessuale dovrebbe giustificarsi per aver compiuto un atto omosessuale obbligandosi in autocoscienza a cambiare il proprio orientamento?


Infatti non dovrebbe farlo, ed è pur vero che normalmente chi è gay tende (molto comprensibilmente, secondo me) a non vedere di buon occhio chi si definisce "etero" e poi va in cerca di sesso con persone dello stesso sesso.
Ma per esperienza diretta posso dirti che per molti uomini definirsi "eterosessuali" è un modo rassicurante per non doversi definire "omosessuali" o "bisessuali" per il semplice fatto che privatamente e socialmente se ne vergognano.


Definire una persona in base a quello che fa e non a quello che è, aiuta a rendere moralmente discutibile quella persona. Per questo come dici tu succede che per alcune persone la vergogna ha il sopravvento. (La cultura dominante eteronormativa ha il privilegio di definire le regole del comportamento sessuale)

Le persone che vanno in cerca di sesso con persone dello stesso sesso comprendono gli omosessuali, i bisex e gli eterosessuali. Ognuno per ragioni che sono diverse. Affermare che gli eterosessuali che hanno incontri con altri etereosessuali si vergognano di ammettere la loro bi-omosessualità non può negare l'esistenza di persone che pur avendo incontri con persone dello stesso sesso continuano a dichiarararsi etero. Come sostiene la studiosa americana esistono persone che si dichiarano eterosessuali e senza vergognarsi ammettono che praticano atti sessuali omo ma non hanno nulla a che fare con i gay.

Adesso ciò che per me è irrilevante è defnire l'orientamento sessuale partendo dalla pratica sessuale. Ancor meno rilevante è definire una persona per il suo comportamento sessuale. Come si tocca questo argomento però sia gli eterosessuali sia gli omosessuali insorgono per ribadire che chi ha rapporti con persone dello stesso sesso non si può autodefinire etero. Qui per me la questione diventa rilevante per due ragioni. La prima riguarda il destino di chi è in transizione. La seconda, riguarda la reazione di autodifesa che scatta nel momento in cui l'esistenza d'individui entra in palese contrasto con l'essenza di un pensiero normativo. Tutto qui. La questione che a me interessa non è etichettare le persone. M'interessa capire perchè appena si sfumano i contorni topografici di una minoranza di persone inizia la crisi che si risolve sempre con il richiamo del pensiero dominante alle regole del comportamento sessuale.

Gli etero esortano chi va a trans/trav di ammettere la loro bisessualità o omosessualità. Questa esortazione nasconde anche una invocazione ad ammettere pubblicamente una colpa. Qui non entro nel merito delle ragioni ma mi limito ad osservare che c'è chi si arròga il diritto di dire agli altri come dovrebbe autodecifrare i propri desideri sessuali. Nel dibattito sociale non mancano certe derive autoritarie ed è quindi normale trovarle anche in un forum. Non ho alcuna velleità di evangelizzare nessuno né di trovare sostenitori ad alcuna teoria.

Il saggio della sociologa americana va certamente contestualizzato ma per quanto irritante e irrilevante possa essere si fonda su alcuni aspetti concreti della vita sessuale di alcuni uomini bianchi americani. Pur non condividendo che si possa affermare così banalmente che alla fluidità di genere possa seguire la fluidità sessuale posso comunque condividire l'idea che tra i bisogni sessuali maschili ci sia anche quello di trasgressione che non ha alcuna influenza sull'orientamento. Anzi come spesso riscontrabile in molti utenti del forum il bisogno di trasgressione sembra rientrare nei tratti distintivi delle persone etorosessuali.
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Re: Eterosessualità

Messaggioda angelaingrid » martedì 23 gennaio 2018, 17:36

Nessuno pensa che essere omo o bisex sia una colpa, come non è una colpa essere biondi e tingersi i capelli di castano; è proprio il non volerlo ammettere che fa sì che lo sembri.

Supponiamo che l'umanità si divida in due gruppi: quelli ghiotti di carciofi e chi non li può patire (io, per esempio: mi disgustano davvero).
Supponiamo ora che ci siano persone del secondo gruppo che dicono: sì, non sopporto i carciofi, però ogni tanto li mangio perché mi piacciono.
Ecco, la storia è questa.

Credo al fatto che possano esistere uomini etero che fanno sesso con altri maschi "per ribadire la loro eterosessualità" come posso credere alla divinità della santona mamma ebe. Penso che i miei amici stiano ancora sghignazzando da quando ho raccontato loro della cosa...

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Re: Eterosessualità

Messaggioda Frida » giovedì 25 gennaio 2018, 21:58

angelaingrid ha scritto:Nessuno pensa che essere omo o bisex sia una colpa, come non è una colpa essere biondi e tingersi i capelli di castano; è proprio il non volerlo ammettere che fa sì che lo sembri.

Supponiamo che l'umanità si divida in due gruppi: quelli ghiotti di carciofi e chi non li può patire (io, per esempio: mi disgustano davvero).
Supponiamo ora che ci siano persone del secondo gruppo che dicono: sì, non sopporto i carciofi, però ogni tanto li mangio perché mi piacciono.
Ecco, la storia è questa.

Credo al fatto che possano esistere uomini etero che fanno sesso con altri maschi "per ribadire la loro eterosessualità" come posso credere alla divinità della santona mamma ebe. Penso che i miei amici stiano ancora sghignazzando da quando ho raccontato loro della cosa...

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Nella storia del pianeta dei mangiacarciofi non va dimenticato che chi non sopporta i carciofi, ha i capelli castani e anche un'ampia maggioranza sostenuta dalla lobby dei parrucchieri. : Chessygrin :

Cavalli, capelli, carciofi... cos'altro?

Non è possibile supporre che l'orientamento sessuale possa essere assimilato a un dato sensoriale, una percezione del cervello umano, ..o a una questione di gusti. L'orientamento sessuale è un dato individuale e immutabile di una persona.

L'orientamento non va confuso con la pratica sessuale altrimenti "così come l'assassino o il pompiere sono persone che hanno un nome in base a quanto fanno, e non in base a quanto sono, anche l'etero, l'omo, il bisex non sono altro che persone che compiono certi atti, alcuni moralmente discutibili e altri no".

Non ho alcuna intenzione di convincere te o altri.e; la tesi del libro in questione è che nessuno "è" qualcosa, ma tutti "fanno" quanto meglio desiderano. Ovviamente il mio pensiero non sposa questa tesi né per le ragioni in cui credi né per le tue e altre premesse.
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Re: Eterosessualità

Messaggioda Marcela » domenica 5 maggio 2019, 19:27

Frida ha scritto:Se da ogni dichiarazione si sfila via il fatto che si è attratti dal sesso opposto resta in primo piano il proprio comportamento nudo e crudo. E il travestimento resta pur sempre un comportamento ambiguo.

Forse è il caso di vivere la propria eterosessualità, ammesso di averla compresa, come si vuole, senza chiamare in causa tutte le volte la spregievolezza per eccellenza: il sodomita passivo, per il quale io stessa non mi sento di escludere alcuni miei comportamenti.


Mi permetto di ricollegarmi al primo post per esprimere cosa penso in materia.
Il mio atteggiamento è sicuramente ambiguo, penso che sia sotto gli occhi di tutti: sono un uomo ma mi piace indossare vestiti del sesso opposto e aggiungerei che al contrario di certe di noi che semplicemente vi si trovano a proprio agio, nel mio caso entra in gioco un godimento profondo e ignoto che non so spiegare ne a voi ne a me stesso ma che ha sicuramente la sua origine nelle pulsioni erotiche e nel senso del proibito. Nella mia vita sessuale incorporo elementi "passivi" per così dire che sono tradizionalmente e socialmente collocati nel calderone "omosessualità".
Per citare Frida, penso di non avere affatto capito la mia sessualità appieno: sono una persona analitica e spesso sfioro una risposta che inesorabilmente non riesco mai ad afferrare.

Tuttavia provare o non provare attrazione per persone del medesimo sesso non credo sia una cosa che necessita di essere compresa.
Quando ho iniziato ad avere le prime cotte per le compagne di classe è successo e basta, non ho dovuto spiegarmelo o capirlo: semplicemente un giorno ti accorgi che per una ragazzina nutri un’amicizia languida, speciale, che tocca sentimenti e muove cose che non sapessi esistessero e si muovessero.
C'è stato un periodo, nella tarda adolescenza, in cui mi tormentavo per il motivo opposto, ossessionato dal pensiero "se mi piace vestirmi da donna vorrà dire che sarò gay": non mi ossessionavano le stimmate sociali, piuttosto il timore di accorgermene un giorno, magari quando fossi stato sposato o comunque in una relazione.

Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia in cui fin da bambino mi sono stati dati valori contrari all’omofobia e in generale alla discriminazione. Nemmeno ho un sostrato fortemente religioso quindi non ho dovuto fronteggiare fantasmi di atavico senso di colpa. Il tutto per dire che non avrei ragioni culturali di negare l’evidenza nel caso fossi gay. Semplicemente, nonostante mi ci sia interrogato a lungo, sono arrivato alla conclusione che gli uomini non mi piacciano e nel fare questo, viceversa, ho sentito molto la pressione sociale che spinge il parallelismo effeminatezza = omosessualità.
Mi capita di girarmi a guardare una bella ragazza, anche se sto indossando un tanga di pizzo e mai nella mia vita mi è mai capitato di guardare un uomo allo stesso modo con cui guardo una donna. Mi eccitano le forme e le caratteristiche femminili, la pelle liscia, le voci squillanti, le curve morbide. Posso occasionalmente, per gioco si intende, ammiccare ad una donna con cui abbia confidenza o fare battute maliziose. Non per sfoggiare machismo ma per sincera attrazione o per gioco di seduzione.

Il disprezzo per il gay, attivo o passivo che sia, è ridicolo sempre ma in maggiore misura se proviene da chi, come noi, appartiene ad un gruppo ristretto di persone che almeno nel profondo non incarnano l’ideale della virilità socialmente imposto: anche se nella vita di tutti i giorni sono parecchio “alfa” ho quel minimo di autoanalisi necessaria a capire che i miei desideri mi collocano in una categoria in bilico e che non mi basta proclamarmi etero per dissociarmi dal quel sottoinsieme in cui gay, crossdresser e feticisti (come il sottoscritto) vengono puntualmente collocati. Non mi basta per dissociarmi e nemmeno lo voglio. Tutti noi in maniera è per cause diverse condividiamo atteggiamenti femminei e dissociarsi l'uno dall'altro è una guerra tra poveri priva di senso.
Ultima modifica di Marcela il lunedì 6 maggio 2019, 11:25, modificato 1 volta in totale.
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Re: Eterosessualità

Messaggioda Kristi » domenica 5 maggio 2019, 23:52

Per quanto mi riguarda sono sicuro di essere etero, mi piacciono solo le donne. Perché allora mi vesto da donna, ancora non lo so. Quando sono vestito da uomo sono etero, quando sono vestito da donna divento lesbica.

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Re: Eterosessualità

Messaggioda Onlydress » lunedì 6 maggio 2019, 0:17

Io mi ritengo etero mi piacciono le donne e basta... Ma come hanno detto molte di voi il problema e la societa che ha cervello corto... Appena indossi u qualcosa di femminili direttamente sei classificato come omosessuale... Assolutamente non e cosi... Io amo abiti femminili indosso intimo femminile h24 e soto etero al massimo... Ma assolutamente non disprezzo gli omosessuali lesbiche o quant altro ognuno hai il suo orientamento... Ma assolutamente se un uomo che indossa abiti femminile debba essere visto omosessuoale nella società.
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Re: Eterosessualità

Messaggioda Frida » lunedì 6 maggio 2019, 21:37

Marcela ha scritto:Per citare Frida, penso di non avere affatto capito la mia sessualità appieno: sono una persona analitica e spesso sfioro una risposta che inesorabilmente non riesco mai ad afferrare.
[...]
C'è stato un periodo, nella tarda adolescenza, in cui mi tormentavo per il motivo opposto, ossessionato dal pensiero "se mi piace vestirmi da donna vorrà dire che sarò gay": non mi ossessionavano le stimmate sociali, piuttosto il timore di accorgermene un giorno, magari quando fossi stato sposato o comunque in una relazione.
[...]
Tutti noi in maniera è per cause diverse condividiamo atteggiamenti femminei e dissociarsi l'uno dall'altro è una guerra tra poveri priva di senso.


Mi coccolava l'idea che nonostante le migliaia di visualizzazioni nessuno avrebbe più scritto nulla su questo tema; improvvisamente, come quando il ronzio del frigo interrompe il silenzio della stanza, può capitare di leggere, tra i topic impolverati come questo, inaspettate e interessanti riflessioni.

Una sera, prima di andare a letto, ho trovato sul mio comodino un libro dalla copertina ingiallita; sembrava preso in prestito dalla biblioteca comunale; poche pagine che mi hanno tenuta sveglia tutta la notte. Una storia in forma di lunga lettera d'addio, ripercorreva a tratti alcuni momenti della mia esistenza. I giorni dopo non sono stati dei migliori. Ho continuato a rimescolare i miei pensieri. Avevo scoperto di essere gay dopo il matrimonio e aver avuto dei figli. Dall'adolescenza avevo imparato ad affogare tutti i miei sentimenti che poi sono affiorati a tratti fino a quando non ho potuto più far finta di niente. Avrei potuto scrivere quella lunga lettera d'addio a mia moglie così com'era, senza cambiare una virgola, avrebbe rimesso le cose in ordine, avrei potuto evitare inutili sofferenze. Ogni tanto ne riparliamo. In pratica ancora oggi sento di non poter firmare quella lettera d'addio.

Se può aiutare a dissolvere ogni dubbio va detto che la letteratura sul travestitismo è interessata solo da maschi eterosessuali.
"Lo studio sul feticismo, ha condotto Freud (1927) a notare ciò che egli chiamava una “scissione dell’io” (1940), nella quale il feticista simultaneamente sosteneva due opinioni: la percezione conscia della realtà (come percepita) che le donne non hanno il pene e il desiderio inconscio (la“realtà psichica”) che abbiano il pene, cioè che la percezione fosse un’illusione".

Tuttavia quando la cultura eterosessuale capirà che le perversioni sono bisogni emotivi non disturbanti della sessualità normativa allora sarà possibile che le altre culture sessuali emergano liberamente in condizioni migliorative.

Il senso di questo topic resta quello di riflettere sulla propria sessualità nel rispetto di quella altrui che resta pur sempre inconoscibile. Le identità sessuali si rispettano anche con il linguaggio appropriato. Ad esempio, un uomo travestito che ha rapporti sessuali con una donna non diventa lesbica; un uomo che ha rapporti sessuali con donne quando si traveste e ha rapporti con uomini non diventa né gay né bisex; un uomo che ha rapporti sessuali con transessuali non diventa né gay né bisex. Dalla mia insignificante esperienza ho imparato che un uomo gay che ha rapporti sessuali con donne non diventa né etero né bisex.

Citare Kinsey che ha pubblicato il suo rapporto nel 1948 non aiuta a sostenere l'idea fluida della sessualità. Purtroppo l'orientamento sessuale non cambia altrimenti in Cecenia c'è chi giocherebbe volentieri il jolly per salvarsi dai lager.

Solamente gli eterosessuali possono decidere di rendere la loro cultura più inclusiva e rispettosa delle identità sessuali altrui.
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Re: Eterosessualità

Messaggioda martinas » mercoledì 8 maggio 2019, 11:32

Frida ha scritto:Definire una persona in base a quello che fa e non a quello che è, aiuta a rendere moralmente discutibile quella persona
[/quote]


Queste tue parole, mi ricordano, un episodio avvenuto in un Talk Shows qualche mese fà: Il moderatore presentava, il sociologo De Masi come "ideologo" del m5s. Lui piccato ed innervosito rispondeva interrompendolo " Lei sta dicendo una schiocchezza colossale! Io ho fatto solo uno studio per il m5s come ne ho fatti migliaia in vita mia, non è che quando ho fatto uno studio per la Fiat sono diventato una Panda!" In effetti qualche settimana dopo De masi si è iscritto a LEU.
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Re: Eterosessualità

Messaggioda Monica Poli » martedì 14 maggio 2019, 15:01

martinas ha scritto: In effetti qualche settimana dopo De masi si è iscritto a LEU.


Conseguenza dello studio fatto per il M5S...
Al giorno d'oggi è molto difficile essere una donna. Specialmente se sei un uomo.
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Re: Eterosessualità

Messaggioda martinas » martedì 14 maggio 2019, 18:14

Monica Poli ha scritto:
martinas ha scritto: In effetti qualche settimana dopo De masi si è iscritto a LEU.


Conseguenza dello studio fatto per il M5S...
Oppure, era sempre stato "leu" ed anche se ha svolto un incarico per un altro soggetto, non ha cambiato il suo essere, come "sbrigativamente" associava il moderatore fare/essere

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