Kitten & Co.

Re: Kitten & Co.

Messaggioda Coffee » mercoledì 8 maggio 2019, 12:39

Mi ero ripromesso di continuare a scrivere qualcosa se avessi passato 800 letture. Eccomi qui a romper le balle...


L'anima della calzatura quale sarà mai?
Forse la cambratura che da la forma definitiva alla pelle? Il colore? Gli accessori applicati?
Credo proprio di no, l'elemento che cambia in toto una calzatura è proprio colui che calpestiamo ad ogni santo passo.
In grado di svilire o di esaltare una figura può esser responsabile di una vera e propria tortura come può contornare di magia e seduzione.
Sempre in movimento: la sua altezza, il materiale con il quale è costruito, la sua forma, la proprietà di rassicurare o ammaliare come quella di passare oppure stupire. A tal punto di riuscire ad associare il proprio nome ad un modello di calzatura.
Palese il loro nome " in generale" ma confusi se entriamo nel dettaglio...



Spillo, Stiletto o Italiano?


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Il classico tacco alto sottile si chiama Spillo e c'è chi dice che sia nato dall'estro di Roger Vivier a Parigi nei primi anni '50, chi dice che in realtà Ferragamo e Albanese in Italia ne producevano già una loro versione.
Poco importa chi l'abbia inventato, piuttosto la sua tecnologia fu eclatante, un'anima di metallo racchiusa da un rivestimento in plastica atto a sorreggere il peso della donna. I tacchi lignei fino ad allora prodotti raramente riuscivano a superare l'altezza di otto o dieci centimetri a causa della loro fragilità. Questa tecnologia permetteva un connubio fantastico, altezza di dodici centimetri con una base molto esigua.
La sua peculiarità è data dal suo assottigliarsi dall'attaccatura del tallone verso la base che tocca terra. Nello scendere è particolarmente affusolato tanto da riprendere otticamente la curvatura della gamba dando un'armonia senza pari.
La base è molto piccola con una forma che varia a seconda della moda. Dalla classica impronta a terra a forma D alla più moderna forma tonda a O.
il primo ad esser dotato di protezione "salvatacco" che riprende le forme del tacco vero e proprio, gioia per le donne che non rovinano le calzature e i calzolai che li sostituiscono.
Le mode lo hanno esaltato e svilito ma lui è semplicemente un' evergreen.










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Tacco alto più provocante è il tacco a stiletto. Non è un tacco a spillo, non è arcuato quindi curvo, ma dritto e perpendicolare al terreno quindi uniformemente sottile con una differenza di qualche millimetro tra la base e l'attaccatura alla calzatura.
Spesso altissimo, mitigato da un plateau, ha una base a terra leggermente più larga del modello "a spillo" il quale risulterebbe troppo sottile e curvilineo se riproposto alle sue altezze.




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Il tacco spillo comodo esiste? Apparentemente no ma in realtà c'è una variante che può salvare capre e cavoli, il cosiddetto tacco Italiano spesso confuso con il tacco a cono.
La sua forma è simile a quella del tacco a spillo ma semplicemente è più generoso nel suo corpo e nella sua impronta a terra mantenedo la forma, lo stile e le proporzioni dello spillo.
Grazie alla sua dimensione spesso è in compagnia di un plateau discreto che ne riprende lo stile, tutto questo regala a chi lo indossa molta più comodità senza rinunciare allo stile.
Oggi è purtroppo dimenticato, peccato.



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Re: Kitten & Co.

Messaggioda Coffee » venerdì 17 maggio 2019, 13:59

Il punto di svolta è la curva o la retta?


Tacco a virgola

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Creato nel 1963 da Roger Vivier il tacco Virgule è una piccola rivoluzione nel mondo dei tacchi alti. Audace, sofisticato, non esageratamente alto era il tacco irrinunciabile delle décolleté più chic.
Visto di lato s'incurva verso l'interno desiganando una forma arcuata molto simile a quella, appunto, del segno della virgola.
Nonostante la forma sottile e curva, è insospettabilmente stabile e robusto.
Viene riproposto dalla maison nel 2013-14 con nuove proporzioni. Più alto e più energico, naturalmente in edizione limitata, si dice che sia assolutamente portabile e comodo come quello originale disegnato da Roger Vivier.


Tacco a Coda

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Il tacco a coda è molto simile allo stiletto. Generalmente molto alto ha il lato posteriore perpendicolare al suolo, quindi gli manca qualsiasi tipo di curvatura, potremmo dire quasi a strapiombo. Poco pratico perché non scarica il peso al centro del tallone ma bensì all'estremità della calzatura regalando alla sua proprietaria un equilibrio precario.



Tacco a parentesi


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Inventato dal Maestro Roger Viver nel 1959 è un tacco apparentemente semplice ma molto ricercato nelle linee e proporzioni. Semplice ma non banale il suo nome è Choc e la sua silhouette forma un arco rientrante all’interno della calzatura che, pare, pur essendo comodo nella calzata esso imponga una camminata con un'andatura ancheggiante. Alcuni lo chiamano parentesi, altri questo nome lo affibbiano al virgule più alto dell'originale poichè giocoforza una maggior altezza comporta una minor curvatura del tacco stesso per motivi di tenuta strutturale.




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Re: Kitten & Co.

Messaggioda Coffee » martedì 21 maggio 2019, 16:57

Insegnano che il cono è un solido di rotazione che si ottiene ruotando un triangolo rettangolo intorno a uno dei suoi cateti.
Ma nel nostro caso è così?




Tacco a cono





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Il tacco a cono nasce negli anni '80 sull'onda del reggiseno riproposto nella moda dello spettacolo.
La sua forma è molto geometrica ed è generalmente conico-perpendicolare per motivi di equilibrio, ma quando è di altezza media è proposto anche inclinato.

Il suo punto di contatto con la tomaia è molto abbondante per poi assottigliarsi man mano che si avvicina al terreno, infatti in genere la base a terra è esigua ma può essere squadrata oppure rotonda.


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La sua differenza al suolo con uno stiletto è veramante minima, ma con un corpo più largo è leggermente più confortevole.
Giovanile e meno serioso dei cugini spillo-stiletto è adatto ad un outfit più casual e sportivo.
























Tacco a clessidra

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Un tacco che adotta una configuazione a due tacchi a cono contrapposti, viene confuso con il tacco a rocchetto ma ha un "punto vita" molto più esiguo.
Ricorda una clessidra e i primi modelli si notano negli anni ’60. La sua particolarità è una base di appoggio sul terreno e sulla tomaia assolutamente circolari, entrambi con lo stesso diametro per dare armonia.
Il modello che nella moda ha fatto più clamore è quello di Louis Vuitton, che nel punto di contatto dei due coni ha inserito un paio di perle.







Tacco a triangolo

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Il tacco a triangolo ha una forma più piramidale e meno sinuosa, più schiacciata rispetto al tacco a cono, ma molto simile.
Come il tacco a cono ha un'attaccatura larga e una base d'appoggio ridotta ma la sua altezza non supera mai i 6-8 cm.
Molto di moda negli anni ’80, è scultoreo e contemporaneo, generalmente proposto per le stagioni non più caldissime.




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Re: Kitten & Co.

Messaggioda Michela » martedì 21 maggio 2019, 17:30

Io personalmente di queste varianti di tacco scelgo il tacco a stilettò e quello a coda....
Pensavo che fosse finito questo lungo viaggio alla scoperta del mondo delle nostre adorate scarpe ma fortunatamente mi sbagliavo.
Ciao
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Re: Kitten & Co.

Messaggioda LellaB » mercoledì 22 maggio 2019, 13:55

Michela ha scritto:Pensavo che fosse finito questo lungo viaggio alla scoperta del mondo delle nostre adorate scarpe ma fortunatamente mi sbagliavo.
Ciao


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Re: Kitten & Co.

Messaggioda Coffee » venerdì 24 maggio 2019, 16:17

Buongiorno!
Grazie infinite Michela e LellaB per la pazienza nel leggere i miei scritti.
Ho ancora qualcosina da scrivere, sono contento che vi faccia piacere.
Mi manca solo il tempo materiale! Ho troppe cose da seguire!!!
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Re: Kitten & Co.

Messaggioda Coffee » mercoledì 29 maggio 2019, 15:31

Frère Jacques dormez-vous? Sonnez les matines! Sonnez les matines!
Luigi dormi tu? Suona le campane! Suona le campane!
Ma non era Fra Martino?


Alcuni tacchi hanno forme talmente tanto simili che basta che un produttore ne alteri le proprorzioni che il modello in questione dovrebbe inevitabilmente anche cambiare nome. Cosa che naturalmente non succede, creando così una confusione incredibile.

Tacco Luigi XV

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Il tacco Luigi è caratterizzato da una base larga e rientrante, nato alla corte di Luigi XV è usato ancora oggi. Un tacco ampio e solido ma anche aggraziato che deriva direttamente da quello portato da Luigi XIV, molto più squadrato e dalla livrea rossa.
Una particolarità di questo tacco è quella di posizionarsi fin sotto l'arco plantare, dando così molto più supporto al piede rispetto al tacco quadrato utilizzato precedentemente.
Purtroppo la punta della calzatura che allora lo adottava era molto sottile e sollevata, costringendo il suo proprietario ( uomo o donna indifferentemente) a delle vere e proprie acrobazie per rimanere in piedi. La causa? Le dita dei piedi letteralmente schiacciate nella punta dalla scarsa ergonomia.
Dopo che il Re Francesi adottarono i tacchi alti essi divennero sinonimo di stile ed eleganza ma soprattutto erano riservati all’aristocrazia. Noblesse Oblige!



Tacco a rocchetto

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Il tacco a rocchetto è simile a quello Luigi ma più moderno, si può trovare sia basso "kitten" sia alto 7 - 8 centimetri casomai mitigato da un plateau. Ha la superficie laterale arcuata, largo al contatto della tomaia si restringe verso il centro per poi riallargarsi alla base. Sicuramanete particolare, il tacco a rocchetto richiama la forma del cilindro ligneo sul quale si riavvolge il filo da cucire.
Garantisce una base di appoggio larga e stabile ma oggi assolutamente fuorimoda. Molto chic e retrò è da utilizzare con dei capi da vestiario assolutamente selezionati.



Tacco a campana

Molto simile al tacco a rocchetto, generalmente con questo nome vengono indicati due tipi di tacco.

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Il primo è fondamentalmente un tacco a rocchetto ma ancor più alto e corposo nelle forme, con una base più larga rispetto all'attaccatura il che gli conferisce delle forme molto più accentuate. Spesso confuso con il tacco a rocchetto per le forme, viene scambiato anche per il tacco a clessidra con il quale condivide altezze e dimensioni ma differisce da esso per la sua morbidezza nelle linee rispetto a quelle assolutamente tese del cugino.



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Il secondo invece riprende la svasatura ma solo nella parte interna del tacco, adotta forme rigorose e rette per l'esterno.
Anch'esso presenta una superficie d’appoggio più estesa dell’attaccatura rispetto alla tomaia.
Entrambi nati negli anni settanta sono ricomparsi fugacemente negli anni novanta per poi ricadere finalmente nell'oblio.


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Re: Kitten & Co.

Messaggioda CristinaV » mercoledì 29 maggio 2019, 17:22

Grazie mille Coffee enciclopedia delle calzature eccellente ed utilissima per tutti.

Cristina
La mia esistenza, si rifà a quei buoni vecchi jeans: Chi mi ama mi segua.

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Re: Kitten & Co.

Messaggioda Novella » mercoledì 29 maggio 2019, 22:23

Coffee, è troppo bello leggere un così avvincente viaggio nel mondo della calzatura femminile, impreziosito dai riferimenti storici e dalle origini delle varie idee.

Grazie! : Love :
~ N o v e l l a ~
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Re: Kitten & Co.

Messaggioda Roby » giovedì 30 maggio 2019, 6:57

Proposta: perché non uniamo tutti i post di Coffe in un unico documento , una sorta di "tesina" sulle scarpe femminili, e l'evoluzione storica dei vari modelli?
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