Kitten & Co.

Re: Kitten & Co.

Messaggioda Novella » venerdì 31 maggio 2019, 2:36

Roby ha scritto:Proposta: perché non uniamo tutti i post di Coffe in un unico documento , una sorta di "tesina" sulle scarpe femminili, e l'evoluzione storica dei vari modelli?


Sai che stavo pensando la stessa cosa? E così l'ho fatto : Wink :

Il documento che allego (è leggerissimo, solo 1,44MB) è pdf, con sommario in testa e laterale (outline), copertina, ottimizzazioni varie.
Collaudata stampa a colori e fruizione su linux (evince), windows (acrobat), android (ebookdroid, che su android mi legge anche l'outline, cioè i link ai capitoli).

Ho lasciato il formato di discussione sul forum, ovviamente limitando i post citati a quelli essenziali. Le immagini sono più piccole e ricombinate col testo in modo da mantenere il filo conduttore, spero bene.


@Coffee
Un dubbio che avevo era se potevi gradire l'operazione, soprattutto se vedi l'opera troppo variata, quindi mi rimetto al tuo giudizio : Angle :

Per quanto mi sarà possibile, se gradito, lo aggiornerò ogni volta che vorrai aggiungere nuove perle : Love :

Correzioni, idee, contestazioni e tirate di parrucche, graditissime : Razz :
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
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Re: Kitten & Co.

Messaggioda Coffee » sabato 1 giugno 2019, 20:56

Buonasera.
Grazie piuttosto a voi tutte per la pazienza nel leggere i miei scritti. \^.^/
Un appunto a Novella, ti ringrazio per il bel lavoro che hai fatto, ma aspetta a implementare, ho ancora 3 o 4 cosette da raccontare. :-*
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Re: Kitten & Co.

Messaggioda Novella » sabato 1 giugno 2019, 22:39

Sono contenta che l'assemblaggio ti sia piaciuto Coffee : Love :

Un dubbio che avevo quando l'ho fatto era che ciò potesse sembrare una forma di conclusione, per questo ho aggiunto una data al nome file, e lasciato un formato da "discussione di forum", così il documento sarà integrabile con ogni nuovo contributo (vorrei che questo viaggio non si fermasse mai!)
Per non fare troppa confusione farei l'aggiornamento ogni tot di nuovi articoli, e per non togliere il piacere del click lo farei dopo un po' di tempo dalla pubblicazione.

Vediamo se indovino : II-097.gif :

prossime uscite: sandali, stivali, stivaletti, tronchetti, zeppe, to be continued... : Thumbup :
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Re: Kitten & Co.

Messaggioda Coffee » mercoledì 5 giugno 2019, 19:26

Ciao,
Devo ancora finire i tacchi alti, non so se entrare in merito di quelli bassi... poi un po di tecnica e se ti piace qualcosa sullo stivale nelle sue varianti. Sul sandalo in verità c'è poco da dire, qualche modello iconico, che comunque riprende suole e tacchi che stiamo vedendo.
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Re: Kitten & Co.

Messaggioda Novella » mercoledì 5 giugno 2019, 19:45

tutto quello piace a te Coffee : Love :

sei tu l'autore e cultore della materia, io faccio solo da editrice

: II-054.jpg :

proposta: ci mettiamo dentro anche la sezione "guida coi tacchi"?
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Re: Kitten & Co.

Messaggioda LellaB » giovedì 6 giugno 2019, 11:50

Certo Novella! Sennò che enciclopedia è?
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Re: Kitten & Co.

Messaggioda Coffee » martedì 18 giugno 2019, 15:01

I vecchi dicevano "altezza mezza bellezza!" Come svettare pur non sapendo gestire un tacco sottile...






Tacco Quadrato Basso


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Chiamato anche College o Sixties è la base dei tacchi geometrici e squadrati. Nasce alla fine degli anni '60 e si afferma negli anni '70, molto adottato nelle Oxford dei College inglesi.

Molto basso, poco attraente e squadrato, ha solo uno o due centimetri in più del suo omologo maschile tanto da essere confuso con esso. Passa assolutamente inosservato ma regala stabilità e comodità senza pari.
Alla fine del secolo scorso, nel 1993, viene rilanciato da Patrick Cox con le sue celeberrime Wannabe. L'abbinamento del tacco quadrato basso e le rigorose proporzioni avevano l'effetto di slanciare la gamba con una comodità senza pari.





Tacco (s)Quadrato


Immagine

Variante più alta e slanciata del College, ha quasi le stesse dimensioni per tutta la sua altezza, riprende la moda degli anni '60.
Appena più alto è comunque squadrato nelle forme, perfettamente perpendicolare rispetto al suolo e la sua attaccatura misura la stessa dimensione della base.
Un buon compromesso come tacco medio, nonostante si tratti di un tacco massiccio risulta molto comodo ed equilibrato.










Tacco a Colonna


Viene anche chiamato Block Heel, nasce negli anni’80 ed è un successo senza pari, mantiene un certo appeal negli anni successivi, grazie agli abbinamenti molto informali con il quale si abbina.
Immagine

Come il suo nome indica è un tacco molto severo, perpendicolare e massiccio.
Molto facile da indossare grazie alla generosa impronta a terra, la quale supporta agevolmente il peso che grava sul tallone.
Tutto questo regala una maggiore stabilità ai piedi, aiuta non poco chi è neofita oppure non riesce a calzare uno stiletto. Toccasana anche per chi è costretto a lavorare tutto il santo giorno con le scarpe ai piedi e non vuole rinunciare a qualche centimentro in più.
Diventato oramai un evergreen lo si ritrova indistintamente sia d'estate che d'inverno.




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Re: Kitten & Co.

Messaggioda Coffee » martedì 25 giugno 2019, 14:11

Si può amare un tacco brutto? Probabilmente no, ma potrebbe conquistarvi.


Tacco a Trapezio

Variante del tacco quadrato assomiglia vagamente al tacco a campana nella seconda versione ma rispetto ad esso è molto più squadrato e non presenta lati perpendicolari al terreno.

Immagine



Il suo nome riprende l'andamento della sua forma, la quale è complice di far perdere una delle peculiriarità proprie del tacco, quello di slanciare la Silhouette di chi li indossa. La base larga che si restringe verso l'alto rompe la curva armonica che si ottiene otticamente con il connubio polpaccio-tallone regalando un'immagine tozza, proprio l'effetto che quasi la totalità degli altri tacchi in commercio non si sognerebbe di fare nemmeno se montati sui modelli più improbabili.
Probabilmente un gusto estetico diverso dal mio induce i produttori a riproporlo periodicamente, ma quel che è peggio è che trova delle estimatrici. -.^




Immagine






Variante del fratello maggiore a Colonna riprende la geometria del trapezio ma grazie ad una maggior altezza riesce a mitigare l'effetto che la base larga genera. Viene considerato elegante e contornato da un'allure vintage, ma quel poco di base a terra in più abbinata alla forma trapezoidale può solo regalare un'immagine sgraziata.



Immagine

Qui proponiamo un confronto fra un tacco a Trapezio (seconda immagine) e un tacco a Colonna (terza immagine), il paragone a parità di modello è purtroppo impietoso, le immagini parlano da sole.




















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Re: Kitten & Co.

Messaggioda Coffee » mercoledì 3 luglio 2019, 17:57

Si dice che da un quadrato non nasce un rotondo, ma se il quadrato si sposa con un rotondo cosa ne vien fuori? -.^




Tacco a Coda Larga



Immagine


Sono una variante comoda del Tacco a Coda, alcuni li chiamano Tacchi Domino, Tacchi Pennello altri ancora Tacchi Larghi.
In verità un vero e proprio nome non ce l'hanno, perlomeno non l'ho mai sentito.
Sono abbastanza comodi poichè sono molto larghi trasversalmente mentre longitudinalmente rispetto alla calzatura sono assolutamente sottili.
Questo fa si che il piede ha un appoggio stabile lateralmente quindi è meno soggetto a sollecitare le povere caviglie. Il successo di questo tacco è stato proprio questo, lateralmente sembra un Tacco a Coda ma essendo largo come un Tacco a Colonna è anche comodo.




Immagine





Tacco a Banana

Variante del Tacco a Virgola è molto più importante nelle dimensioni come se fosse un tacco a colonna curvo. Alcuni grandi stilisti come Dsquared2 e Prada li hanno proposti ottenendo un discreto e fugace successo nelle passerelle ma molto meno fra le persone comuni.
Un tacco curvo e omogeneo nelle forme ma molto massiccio nelle dimensioni che ricorda una banana è generalmente omogeneo nelle forme e la base a terra è determinata dalla sua altezza.
Ma è stato proposto in altre forme assolutamente originali, come replica del frutto giallo ma anche con la forma di spina dorsale simulando il prolungamento delle ossa della sua padrona.
Assolutamente nati per stupire non passano inosservati e hanno una forte personalità quindi sono riservati a chi vuole farsi notare e ha la risposta pronta.



Immagine




Come il tacco a Domino e il Tacco a Banana sono varianti di tacchi molto più blasonati, ci sono anche le varianti delle varianti.
Come i tratti somatici di una persona si riconoscono nei figli per poi forse riproporsi nei nipoti.
Questo è un buon esempio, curvo come suo nonno il Tacco Choc ma otticamente come altezza assomiglia a suo padre Tacco Banana... le forme richiamano il suo secondo padre Tacco Domino quindi riprende lo stile severo del suo secondo nonno Tacco a Coda.
Il risultato? Sbarazzino e comodo.




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Re: Kitten & Co.

Messaggioda Coffee » sabato 27 luglio 2019, 18:02

Ho rovinato irrimediabilmente un Tacco a Cuneo, disse la ragazza con i capelli d'argento. Eri lontanissima da casa, cos'hai fatto? Rispose la millenium girl. Nulla di speciale, ma cos'hai capito? Ero sotto casa!



Tacchi a Cuneo, Zeppe, Plateau e Platform.





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Un tacco che mette la donna e in un recente passato anche l'uomo, su un piedistallo. Nel XVI secolo l'aristocrazia veneziana costringeva le donne "alla moda" a salire su zatteroni impossibili realizzati in legno e cuoio dalle forme e colori di ogni genere. La Chopine veneziana deriva da un modello del secolo precedente realizzato in sughero in Spagna e la sua altezza non era casuale, infatti più era alto più era segno di ricchezza di chi lo indossava.
In seguito la moda arrivò in Francia e in Inghilterra con altezze tali da impedire la deambulazione. Un paio di secoli dopo sparirono grazie alla variazione dell'assetto della calzatura, si capì che una punta più bassa e un tallone più alto rendevano la calzatura molto più stabile. La loro funzione per svettare era dunque soddisfatta ma con molta più comodità e nel frattempo furono abbandonate le altezze improponibili.





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Negli anni Trenta una serie di avvenimenti s'intersecano e riportano alla ribalta i zatteroni.
Una piccola esplosiva Carmen Miranda sbarca a Hollywood con una moltitudine di turbanti e zeppe scintillanti e un italiano Salvatore Ferragamo studia alla University of South California e crea il primo Tacco a Cuneo Ortopedico.
Il Maestro è un'abile calzolaio ma non riusciva a capacitarsi perchè le sue calzature alla lunga faccessero male. Ma trova la quadratura del cerchio e il successo è derivato dal connubio di due qualità irrinunciabili dalle donne.
Comodità ma anche dalla femminilità nei suoi modelli.



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Nel 1936 Ferragamo inventa il Tacco a Cuneo, sinuoso riprende la forma di una F ed è impiegato negli anni '40 in moltissimi modelli dai sandali fino agli stivali. A soli due anni dalla sua introduzione negli U.S.A. il 70%-80% delle donne americane ne possiede almeno un paio.



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Ma in Italia propose anche una variante più comoda del suo Tacco Ortopedico, riempie lo spazio vuoto tra la suola e il tacco con il sughero sardo, per sopperire alla mancanza di legno-metalli-pellami. Nasce così la Zeppa, la scarpa con la suola tutta d'un pezzo, una calzatura comoda, femminile e autarchica.
Un ulteriore successo per Salvatore che esporta con successo le sue calzature negli States, le quali prenderanno il nome di Wedge Heels, un capo estivo irrinunciabile per l'epoca e probabilmente anche oggi.



Nel dopoguerra cadono nell'oblio, forse per la voglia di cambiare e dimenticare, ma i zatteroni saranno reitrodotti nel 1967 da Vivier per diventare un accessorio psicadelico degli anni '70 indossati indifferentemente da uomini e donne, gente comune e Star come Diana Ross, Elton John e David Bowie.


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Negli anni 70, la coppia Castañer che confeziona le popolari e piatte espadrillas conosce a Parigi il famoso stilista Yves Saint Laurent, il quale chiede loro una espadrillas con zeppa per la sua Maison. Nasce così la zeppa di corda che conosciamo e che oggi tutti hanno copiato.



Alla fine degli anni '90 avviene il lancio sul mercato di calzature da ginnastica con suola maggiorata: Onix, Buffalo, Fornarina tutte disponibili in molte altezze e colori riprendono il tacco a zeppa snaturandone lo stile originario.


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Negli anni 2000-2010 si sono riviste applicate anche alle scarpe ancor più sportive, come le sneakers con la zeppa interna e continuano a ricomparire imperterrite sui sandali tutte le estati in ogni salsa.
Le possiamo trovare sia molto alte per concorrere con i tacchi a colonna, sia con un dislivello punta tallone molto ridotto per favorire la comodità.






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Oramai hanno adottato qualsiasi materiale: spugna per una ciabatta da spiaggia, i già annoverati corda e sughero che rendono tanto la calzatura vacanziera, legno per un sabot o zoccolino che risultano più intriganti perchè producono il classico rumore sciabattando.



Una variante della zeppa, per le più intraprendenti, è quella molto sottile che vista da dietro è come se fosse un tacco a Stiletto. Natuaralmente ne riprende forme, dimensioni e proverbiale comodità -.^
I medici comunque sconsigliano qualsiasi tipo di zeppa per le fratture che questo tipo di calzatura comporta.


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La causa è da imputare alla suola quasi totalmente a contatto del terreno ma è anche il motivo della sua estrema comodità, essendo tutta di un pezzo non soffre di svirgolamenti della suola, offre un contatto ampio dell'arco plantare e ha sempre una pianta stabile sul terreno. Di contro un sassolino che s'intrufola fra punta e tallone della suola è in grado di compromettere il suo proverbiale equilibrio.
Ma nonostante le ragazze e le donne continuano a cadere con la stessa classe con la quale le loro nonne cadevano, le zeppe non conoscono un declino.







La differenza fra Zeppa, Plateau e Platform?

Platform non è il plateau ma semplicemente la nipote delle Chopine, è una zeppa alta ma con la suola che non rialza minimamente il tallone.

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Il plateau è un rialzo che viene applicato alla parte anteriore della calzatura dotata di tacco. Lo troviamo esterno cioè visibile oppure interno nascosto dalla tomaia e la sua funzione è duplice, mitigare la differenza di altezza tacco-punta e rendere la scarpa più rigida assorbendo le piccole asperità del terreno.

Comodo riesce e ridurre la sofferenza dei piedi ma non è tutto oro quel che luccica. Può dar giovamento solo ai modelli a parità di tacco, un tacco 12 con un plateau di 2 cm inclinerà meno il piede di un paio di scarpe con un tacco 12 "secco". Il rialzo renderà la scarpa più rigida ma con meno sensibilità, seguirà meno il piede nel movimento ma soprattutto se di bassa qualità sarà assolutamente più pesante!


La zeppa è un tipo di tacco, in genere medio, il quale ha una continuità che abbraccia sia il tallone che l'arco plantare. Otticamente sono molto simili ai cunei antiscivolo per ruote di auto e camion.
Negli ultimi anni non si vedono quasi più le scarpe con la sola zeppa, ma le si vede solo associate a dei plateau. Questo connubio negli anni passati lo si chiamava zatterone, oggi non più e per antonomasia lo si chiama semplicemente zeppa.


In Francia il tipo di calzatura con zeppa è chiamata con un termine più chiaro, "chaussures à semelles compensées" cioè calzature con suole compensative composte con materiali più vari e che avendo una suola equilibratrice, permettono di aumentare l'altezza del tacco senza aumentare la curvatura e quindi l'inarcamento del piede.



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Negli ultimi anni è comparsa una meteora adottata da tutti i grandi stilisti ma anche da alcune Star più intraprendenti. Il tacco Heelless è un ossimoro, variante compatta del tacco a Cuneo e della Zeppa si propone come la quintessenza del tacco volendo sparire il più possibile.

Alto e rastremato rende tutte ballerine e traballanti enfatizzando l'arco plantare e dando l'impressione di levitare. Alcuni propongono i loro modelli sia con un tacco tradizionale sia con un tacco Heelless, ognuno faccia le sue debite considerazioni.



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Ultima modifica di Coffee il domenica 28 luglio 2019, 16:48, modificato 1 volta in totale.
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