IMPORTANTE: Parere legale per il travestimento in pubblico

Re: IMPORTANTE: Parere legale per il travestimento in pubbli

Messaggioda jessicaP » lunedì 6 maggio 2019, 22:41

Ho l'impressione di essere stata fraintesa.
Io non voglio certificare nulla con questo documento, lo so che non è utile ai fini dell'identificazione, ma quantomeno servirebbe per fugare ogni dubbio circa l'orientamento dell'ordinamento attuale riguardo il travestimento.
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Re: IMPORTANTE: Parere legale per il travestimento in pubbli

Messaggioda jessicaP » lunedì 6 maggio 2019, 22:42

Se i moderatori dovessero trovare, quantomeno inopportuno questo post, chiedo di rimuoverlo senza problemi.
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Re: IMPORTANTE: Parere legale per il travestimento in pubbli

Messaggioda vernica71 » lunedì 6 maggio 2019, 23:20

jessicaP ha scritto:Se i moderatori dovessero trovare, quantomeno inopportuno questo post, chiedo di rimuoverlo senza problemi.


Il mio intervento non è di critica vero il fatto che tu abbia chiesto una consulenza o che la discussione sia più o meno inopportuna
(e tranquilla che non lo è...)
Comprendo che l'idea di avere in tasca un lascia-passare che ci possa garantire una sorta di "immunità" è allettante e possa essere
una sorta di "coperta di Linus" in cui avvolgere dubbi e insicurezze. Ripeto: se questo ti porta ad uscire e vivere con più
sicurezza e tranquillità la tua condizione ben venga!

L'argomento è stato discusso molte volte in passato, anche sul vecchio forum e sia le esperienze dirette di molte utenti che
i pareri legali di chi ha potuto approfondire la questione hanno sempre concordato sul fatto che l'unica cosa importante
in caso di un controllo di pubblica polizia sia quella di lasciarsi identificare senza opporre resistenze o farsi passare per qualcos'altro...
Se l'immagine che si ha è prossima a quella presente sulla carta di identità e si è "consoni" alla situazione e al contesto il
problema non sussiste (e gli agenti concluderanno da soli che sei in transizione o qualche cosa di simile)
Certo... se sulla carta di identità si ha capelli cortissimi, barba lunga mentre en-femme si ha una bella capigliatura con frangia lunga
e chiaro che ti chiederanno di fare indietro i capelli...
E questo è stato ribadito a suo tempo da una utente che apparteneva alle forze dell'ordine!

In passato ci fu un tentativo (mai decollato) di presentare una proposta di legge proprio nel senso di fornire un documento medico-legale
alle persone con disforia da esibire ai controlli di polizia... A prima vista è una cosa buona, ma, come venne fatto notare da una
utente molto attiva all'epoca (e ben informata in quanto attivista per i diritti) una norma simile sarebbe stata discriminatoria
nei contronti di quelle CD che disforiche non sono, introducendo di fatto un principio di legalità valido solo per le disforiche e non per tutte
le altre... di fatto rendeva "reato" (amministrativo) quello che adesso non è: indossare in pubblico indumenti del sesso opposto.

Tutto qui.

Inoltre, ricordavo il fatto una lettera di un avvocato è solo una scrittura privata che di fatto vale tra le parti coinvolte e non è
una certificazione legale... Se sarà necessario, gli agenti potrebbero comunque chiederti di seguirli in centrale e sottoporti alla trafila
come se il documento non l'avessi.

Veronica
Se io sono un CD... chi o cos'è un DVD?

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Re: IMPORTANTE: Parere legale per il travestimento in pubbli

Messaggioda Roby » mercoledì 8 maggio 2019, 7:18

Forse qui ci siamo addestrati in considerazioni legali troppo complicate, non so dire se la dichiarazione dell' accocato abbia valore oppure no.

Io però so ritengo, anzi so, che la legge non vieta di indossare una gonna o di truccarsi anche se sei un maschio.
E secondo me in occasione di un controllo da parte di agenti di polizia, più che giustificare il perché una persona sia enfemme, è importante farsi identificare con certezza.

Male non fare, nulla temere è il mio motto.

Quando sono in macchina faccio attenzione a non commettere infrazioni, ho i documenti in regola e su richiesta posso esibire la mia bella carta d'identità in corso di validità.

La foto mostra una persona con i capelli corti e l'alone della barba che ora è quasi sparito: comunque sono sempre io, riconoscibile nonostante un po' di trucco ed i capelli lunghi; se necessario li scosto un poco dal viso per farmi meglio riconoscere.

Mai avuto problemi.

Baci

Roby



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Re: IMPORTANTE: Parere legale per il travestimento in pubbli

Messaggioda LauraB » mercoledì 8 maggio 2019, 22:53

jessicaP ha scritto:Ebbene, siccome anch'io sto intraprendendo questo percorso, e sento l'impulso irrefrenabile di uscire en femme, ho deciso di andare sul sicuro e chiedere un parere legale, per tutelarmi e non incappare in situazioni spiacevoli, perché non si sa mai chi si trova.

Rovistando su internet, infatti, ho trovato un professionista che è specializzato in materia di cambio di sesso, ed è aggiornato su tutte le normative in vigore.

Così ho deciso di chiedergli un parere professionale.

L'avvocato, a fronte di una spesa non tanto eccessiva, mi ha rilasciato un parere su carta intestata che non divulgherò perché è un documento personale che contiene dati anagrafici e tutto, dove conferma che si può uscire en femme salvo casi espressamente vietati.


Ok, ripartiamo dall inizio. Intanto l area si puo considerare giusta, il tema è pertinente al mondo Tg/ts. Non cd, ovviamente.

E' gia stato scritto, bisogna essere riconoscibili. E ci si fa riconoscere dal viso. E un pubblico ufficiale ha l esperienza per farlo. A me fermata anni fa, versione ancora Cd, non hanno fatto togliere la parrucca.

ora, il "parere" , nasce da una serie di valutazioni giuridiche ( chi è ferrata sa le difficoltà di interpretazione di vari leggi e rimandi nel nostro ordinamento) che hanno valore in uno studio notarile. In tribunale magari cambia tutto, non per niente abbiamo tre gradi di giudizio : Chessygrin : . Comunque resta un parere, di un esperto forense, non di uno psicologo.

Diverso è il caso di uno psicologo che dopo averti seguita per un anno rilascia una valutazione "concreta" sulla disforia, e quindi ritiene che il "vestirsi (non travestirsi) sia una "cura" per la situazione.
La diagnosi di disforia, principalmente serve per continuare l iter di eventuale transizione e per iniziare ad assumere farmaci. Il certificato che vale per usi legali quando richiesto, è solo un aggiunta utilissima, ma non mi risulta che nessuna ne abbia mai dovuto farci ricorso.
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Re: IMPORTANTE: Parere legale per il travestimento in pubbli

Messaggioda Mizia » lunedì 17 giugno 2019, 22:38

jessicaP ha scritto:
Roby ha scritto:In realtà uno psichiatra può certificare che una persona è affetta da disforia di genere ed il fatto di vestire al femminile è funzionale al suo percorso di vita, alla terapia, al suo benessere... o qualcosa del genere.

Immagino che la certificazione di un avvocato sia un po' diversa, mi piacerebbe conoscerla.

Jessica, non credi che potresti condividere il certificato nascondendo i dati sensibili tuoi e dall' avvocato? Così sarebbe un testo del tutto anonimo e credo che sarebbe di grande interesse per tutti/e.

Comunque, giusto per ribadire quanto già discusso, qui in Forum sono stati riportati innumerevoli controlli di documenti di persone CDresser da parte di forze di pubblica sicurezza
senza il minimo problema.

Ricordo il racconto di un unico caso sgradevole, un controllo finito in caserma diversi anni fa (tra l'altro la persona era in maschera ma non propriamente CD).

Nessun* ha mai raccontato di essere stat* sanzionat* per il fatto di essere CrossDresser. A me non risulta proprio neppure al di fuori del Forum.

In conclusione direi che quelle che escono enfemme con documenti maschili possono stare tranquille, a patto di non violare qualche legge che nulla ha a che fare col CDressing.

Baci

Roby

PS : comunque, Jessica, se con questo certificato ti senti più sicura e protetta, hai fatto benissimo a fartelo rilasciare.


Grazie cara, comunque allego il testo omettendo nomi e date, spero possa tornare utile.

"...
Su espressa richiesta di ….. nato a…….. il ……….., si relaziona
quanto segue per la dichiarata disforia di genere e per la circostanza che lo stesso possa indossare
abiti da donna e a truccarsi come tale in luoghi pubblici.
Sul punto, la normativa ormai anacronistica contenuta nel Regio Decreto 18 giugno 1931 n.
773 prevede che «E’ vietato comparire mascherato in luogo pubblico. Il contravventore è punito con
l'ammenda da lire 4.000 a 40.000».
Ma tale normativa, va oggi interpretata alla luce delle successive aperture legislative previste
dal Decreto legislativo 1 settembre 2011 n. 150, nonché dalla Legge 14 aprile 1982 n. 164, che prevedono
la possibilità di rettificazione del sesso attribuito qualora risulti necessario un adeguamento dei
caratteri sessuali.
Ne consegue che la “tutela della identità sessuale, che costituisce un aspetto del diritto alla
identità personale, non è estranea alla normativa costituzionale e alla legislazione ordinaria, nello
spirito di rispetto del diritto fondamentale di libertà. [Pertanto] non costituisce reato il
comportamento del transessuale che circoli con indumenti femminili, poiché il travestimento in tali
casi non è preordinato a creare ostacoli all'attività di polizia” (Pretura Rimini del 23 ottobre 1984,
reperibile in Arch. pen. 1985, 302).
L'ordinamento giuridico italiano non prevede espressamente il divieto di vestire da donna o
truccarsi come tale a chi si riconosce nell’altro sesso per disforia di genere. Il divieto sussisterebbe
solamente in presenza di situazioni particolari, tassativamente indicate da alcune leggi speciali, in
cui tale comportamento può concretamente costituire un elemento di pericolo per l'ordine e la
sicurezza pubblica. Ad esempio, l'articolo 5 della legge 22 maggio 1975, n. 152, proibisce «l'uso di
caschi protettivi o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della
persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo».
Il mascheramento, quindi, dovrebbe essere vietato e conseguentemente sanzionato solo
qualora questo possa “costituire un elemento di pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica”.
Xxxxxxxxxx xxxxxxxxxx, sebbene con sesso biologico maschile, sta svolgendo .....


In questa fase transitoria, quindi, è possibile che xxxxxxxxxx vesta gli abiti femminili o si trucchi
al pari di una donna. Ma tali atti, come da consulti con xxxxxxxxx, avranno unicamente lo scopo di
garantire la piena realizzazione della personalità e non un mero mascheramento. La fase transitoria
diretta al cambio del nome e del sesso in conformità alla normativa vigente, potrà assicurare un
graduale adeguamento della persona con i caratteri sessuali internamente riconosciuti, in piena
conformità con i principi previsti dalla Costituzione italiana e della CEDU."


Ciao, quando l'avvocato dice "per la dichiarata disforia di genere...." che cosa significa? Se hai una dichiarazione di uno psicologo psicoterapeuta (è fondamentale che abbia questa qualifica) o di uno psichiatra, sei a posto. E' questa che ti serve, non l'avvocato. L'avvocato non certifica nulla dal punto di vista legale. Al limite un notaio.
Se per tua tranquillità nel vivere la tua vita ti senti più sicura con un documento 'autoritativo', ti basta la dichiarazione dello psicologo/psichiatra, perché, se scritta correttamente, contiene quello che ti ha scritto l'avvocato, soprattutto il fatto che, verosimilmente, stai seguendo anche un percorso di real life experience. Se sul timbro c'è anche il numero di iscrizione all'albo è ancora meglio.
Questa è la dichiarazione che ha 'il valore' che nessun agente di PS ti può contestare, a meno che non sappia fare il suo mestiere ;-)
Vivi tranquilla :-)
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