uscite

Re: uscite

Messaggioda roby_rm » mercoledì 4 dicembre 2019, 9:03

Valeria ha scritto:Leggo di uscite varie.
Ne sono persiono stato tentato.
Mi chiedo, oggi, che sono savio, se nell'uscire ci sia rassicurazione di se, stare bene, consapevolezza o in realtà solo narcisismo, vanità, esibizionismo o semplicemente l'osare per il gusto dell'osare qualcosa di non consentivo dall'uso comune.
Mi chiedo se fosse prassi normale, che non ci sia "proibizione" del senso comune nel vestirsi da donna e uscire, quanti non spinti dal proibito lo farebbero.
Idem quanti, senza vanità ed esibizione lo farebbero.
E' poi questo essere femminili o è solo l'ennesimo stereotipo in cui NOI MASCHI incasselliamo la femminilità della donna, recludendola in una prigione di vanitosa stupida appariscenza ?

A me sta stretto tutto ciò, forse proprio perchè diventa PRIGIONE e in fondo quando mi trucco e vesto evado verso un me stesso uomo che sente la bellezza e la pacatezza delle emozioni in quella bellezza che deve essere una pace interiore e non esteriore


La mia parte deteriore, Petalo, ti vorrebbe dire che:
- Avec un si on mettrait Paris dans une bouteille
- esci, possibilmente in compagnia e lascia i problemi e le preoccupazioni a casa ;-)
- non devi scrivere un saggio sulla femminilità X, ma solo sapere se è per te e ti fa piacere. Per saperlo devi provare e confrontarti con gli altri. Per te solo potrebbero bastare una foglia di fico e gli spilli. È come interagisci e ti vedono gli altri a fare la differenza!
(E magari ti accorgi che anche fare l' oca ha un suo perché. A Marylin non è andata male!)

Kiss

Che dire? Io come Roby posso solo aggiungere:

Ama la vita e vivila! La filosofia è l' oppio dei cervelli!
Ti serve solo se non hai niente di meglio da fare, o se non hai abbastanza fantasia per farlo e ti limiti a sognarlo!

Kiss
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Re: uscite

Messaggioda Valeria » mercoledì 4 dicembre 2019, 16:37

Nello scrivere quanto ho scritto, come scrivo, mi interroggo sempre. E' questo un forum, quindi un luogo ove si parla e si scrive e attraverso il parlare e il discorrrere si ci confronta.
Del resto ho letto altrove che molti di noi, ricorrono al parlare come terapia con un professionista spinti da diversi loro motivi ricorrono ad un terzo per parlare di se e scoprire, forse qualcosa di vero, o forse essere indotti, dal terzo, nemm'ennesimo errore di interpretazione.

Personalmente il mio è un cammino di individuo e interiore, in cui l'esteriore è solo una sovrastruttura estetica. Un mero contenitore del mio essere.
Se sono vestito da uomo, sono io, e se sono vestito da donna e truccato da donna sono io.
Il predominante al 97% è l'essere vestito da uomo, il rimanente 2 /3 % vestito da donna serve solo come momento di "follia razionale" all'uomo.
In questo sono forse profondamente maschilista ... uso la donna ... il mio essere donna .... o meglio il mio aspetto di donna e una certa sensibilità che ho, ma che non è propria del femminile, ma un tutt'uno con il mio maschile e non è essere donna, ma profodnamente e consapevolmente essere uomo migliore.

Un uomo che non guarda alla donna come un ammasso di ciccia da saltargli addosso tanto caruccia e fica da trombarla dalla mattina alla sera come una sfogo dei suoi istinti di maschio, ma un uomo che quando ha amato, ha amato, posso dirlo, anche se non ho avuto fortuna, e l'amore era fatto non solo dell'apparire e della carne ma del mix tra l'attrazione del corpo, della mente e per quel semplice fattore che è voler bene e sentirsi bene con la donna che ami.

Ora quando ho parlato di uscire, ne ho parlato, perchè leggo di molti di noi, che sembra vogliano spingere l'altro e gli altri ad uscire per forza.
Come se ci fosse una sorta di percorso ad honorem ... balle ... ognuno è diverso e faccia quello che crede e sente sempre che non si faccia del male (e se lo fa è scemo) e sempre che non ne faccia ad altri ( e se lo fa è stronzo e una pessima persona).

Uscire o non uscire ... ma chissenefrega, parlo per quello che mi riguarda sia chiaro.
Nella mia vita, non ho mai avuto il bisogno di essere riconosciuto all'interno come parte di un branco, anche se magari ne faccio parte con raziocigno e buon senso, non ho bisogno di conferme che altri mi diano, ne di riconoscimenti ... e meno che mai ne ho bisogno vestito da donna .. che cazzo me ne frega...

Non sono donna, ne mai lo sarò. Son un uomo, con una passione, per lo più legata a suoi momenti di crisi profonda. Non certo al diventare donna o a paturnie di esibizione ecc.

Cosa potrebbe spingermi ad uscire ... in fatto forse di poter acquistare in santa pace qualcosa da mettermi addosso provandolo e lì si forse civettuolamente dedicarmi un piacere "estetico" per me di regalarmi un momento del tutto mio intimisticamente esteriore, ma mio, solo mio, in cui di chi mi sta attorno e del loro consenso od attenzione non me ne frega nulla anzi provo e proverei solo il fastidio.

Potrei al limite se impazzito, volessi diventare una drag queen ... e di questo scapestrato modo di risolvere il mio stato di depressione ne facessi, da attore, un'arma scenica per sfuggire nella finzione al vero me.
Sarebbe una maschera per sfuggire, una difesa dalle mie paure di individuo. Lì si sarei attore e cavalcherei la scena e l'esibizione ci sarebbe in uno show .. manon pecoreccio, ma da attore e nemmeno da caricatura della donna, ma semplicemente un uomo che impersona una donna, nella sua normalità, per cui molto lontano dall'estetica di certe drag queen, ma molto più normale e se proprio dovessi fare la drag per esibizione della caricatura beh penso che prenderei in giro molto l'uomo che non c'e' in molti uomini e molte anche donne che non sono donne infine anche il terzo quarto quinto sesto settimo sesso compreso quello di lombrichi ... perchè è solo una comica ... una grande comica.

Quindi non ho chiesto di invitarmi a motivarmi a uscire, ma solo che chi di voi lo vuole o lo fa, si interroghi sul perchè e cosa risolva con tale uscita e cosa gli serve.

Per me, se penso ai miei piccolo passi di scemo o scema che sia ..mi dico solo che ogni volta che mi metto alla prova con le mie piccolezze, noto che è una prova dell'io, della mia psiche, un recuperare equilibrio, mi rafforza non esteriormente ma interiormente e a me serve quello, tutto qua, sempre per essere un uomo? una donna? una persona migliore.
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Re: uscite

Messaggioda angelaingrid » mercoledì 4 dicembre 2019, 19:24

Valeria ha scritto:Quindi non ho chiesto di invitarmi a motivarmi a uscire, ma solo che chi di voi lo vuole o lo fa, si interroghi sul perchè e cosa risolva con tale uscita e cosa gli serve.

Non saprei... a divertirsi?

Perché un pittore dilettante vuole dipingere? Perché esistono persone che suonano per hobby?
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Re: uscite

Messaggioda Frida » mercoledì 4 dicembre 2019, 19:46

Valeria ha scritto:Quindi non ho chiesto di invitarmi a motivarmi a uscire, ma solo che chi di voi lo vuole o lo fa, si interroghi sul perchè e cosa risolva con tale uscita e cosa gli serve.


Un giorno ho pensato con garbo: "adesso esco". Nessuno mi ha costretta né mi ha ispirata a farlo. Tutti desiderano più di ciò che sono in grado di ottenere. Ho ottenuto soddisfazione da quello che ho fatto; ho goduto.

Perchè secondo te non si dovrebbe godere di questa cosa? Da quello che scrivi sembra che tu pretenda dagli altri una sorta di adeguamento alle norme e all'autocontrollo. Se manca la soddisfazione in quello che si fa c'è il serio rischio di finire in uno stallo delle proprie pulsioni senza possibilità di sblocco.

Detto francamente le uscite servono proprio a uscire da una fissazione. È importante trovare una propria soddisfazione personale, non c'è da stupirsi. Sembra invece che per te io sia pazza o esibizionista perchè vado a teatro con le amiche. In verità la differenza tra un pazzo e me è che io non sono pazzo cit. : Chessygrin :
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Re: uscite

Messaggioda Eva » mercoledì 4 dicembre 2019, 20:43

Direi appropriata l’autocitazione... : Chessygrin : : Wink :

Secondo me dovresti cominciare a farti pagare queste sedute di analisi, Frida... (e niente battute sul fatto che sono Zenese!)
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Re: uscite

Messaggioda dream62 » mercoledì 4 dicembre 2019, 21:41

Valeria ha scritto:....
Uscire o non uscire ... ma chissenefrega, parlo per quello che mi riguarda sia chiaro.
......
Quindi non ho chiesto di invitarmi a motivarmi a uscire, ma solo che chi di voi lo vuole o lo fa, si interroghi sul perchè e cosa risolva con tale uscita e cosa gli serve.
.....


No, cara Valeria, l'uscire o non uscire te ne frega eccome! altrimenti non scriveresti tutte queste <never-ending-stories> , ovvero l'arrampicarsi sugli specchi delle proprie insicurezze facendo sfoggio di tanta psicanalisi.

Perchè mai <chi lo vuole o lo fa> dovrebbe, su tuo invito, interrogarsi sul perchè, sul cosa risolva e cosa gli serve, quasi come se fosse in torto.
Lo fa perchè è sua intenzione...... e di motivazioni te ne sono state già elencate tantissime, credo tutte quelle possibili.
Non c'è nessun obbligo uscire en-femme, ma non esiste neanche nessuna proibizione; non esistono CD di serie A (quelle che escono) o di serie B (quelle che non escono).
Però, se spendi così tante righe (e tempo) sull'argomento 'uscite' , è evidente che stai cercando anche tu una giustificazione valida per farlo (uscire en-femme); hai forse paura di una motivazione fetish?
Fai pace con te stess*, prima di tutto.

Stefy la terrorista : CoolGun :
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Re: uscite

Messaggioda Valeria » mercoledì 4 dicembre 2019, 23:37

qui si rigira la frittata
la domanda l'ho fatta io ohhhh! :-)

No io l'ho fatta per capirmi, mica per giudicare nessuno.
Mi sono detta vediamo loro che dicono e che mi suscita dentro, soprattutto oggi che sono in calma da vestizione.
Mi ci penso su ecc.

Io sinceramente, parlo sempre per me, riferito a quello che sento, non potrei fare diversamente se non questo e cercare di leggere e capire gli altri.

Come vi ho già detto son stato tentato. L'ultima vestizione mia mi ha anestetizzato la tentazione e al momento non ce l'ho.

Son sincero, ho timore, che mi rivenga, la temo, perchè poi so già che al di la' del momento "folle" in cui sarò preso dal sopravvivere alla mia follia, subentrerà uno stato di emozione negativa e non di pace.

Temo di farlo parlo sempre per me sia chiaro, per mia scemenza, e soprattutto per noia.
Si ... magari starò di nuovo male come sto, ma come stavo prima della vestizione ultima, e per depressione o peggio noia magari lo farò.

Cercavo invece di capire cosa a voi sia, per capire se per me possa avere un senso poi farlo o meno. Tutto qui, parlarne, scriverne, mi fa buttare fuori le cose che scritte rileggo e mi giudico, lì, si giudico, ma solo me stesso o me stessa.
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Re: uscite

Messaggioda Valeria » mercoledì 4 dicembre 2019, 23:39

circa all'essere folle, so che sono folle.
Lo so ahime'.
Ma che posso farci? Impazzire perchè solo folle? Sarebbe una cosa da pazzi!
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Re: uscite

Messaggioda Alice80 » mercoledì 4 dicembre 2019, 23:50

Valeria ha scritto:Come vi ho già detto son stato tentato. L'ultima vestizione mia mi ha anestetizzato la tentazione e al momento non ce l'ho.

Son sincero, ho timore, che mi rivenga, la temo, perchè poi so già che al di la' del momento "folle" in cui sarò preso dal sopravvivere alla mia follia, subentrerà uno stato di emozione negativa e non di pace.

Non c’è un suggerimento giusto che ti si possa dare.
Dico solo in generale perché devi farti influenzare da come potresti stare dopo? Non si fa niente di male o irreversibile e non c’è motivo di avere sensi di colpa.


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Re: uscite

Messaggioda alessia38 » giovedì 5 dicembre 2019, 0:18

uscire o non uscire ? dilemma per alcune.. superata una certa soglia si esce. per soddisfazione personale per trasgressione o semplicemente perchè uscire fà parte della vita comune indipendentemente da come ti senti o ti vesti. Almeno così dovrebbe essere. A me mi blocca il timore dei commenti altrui se mai dovessero essercene, ma sono sicura che se riuscissi a fare il primo passo poi tutto sarebbe facile.
Al momento esco furtivamente la sera appena posso e con l' inverno approfitto delle ore serali ancora in orari tranquilli per passeggiare nei centri cittadini e la cosa mi appaga molto. Una volta uscite dalle emozioni delle prime volte poi diventa quasi normali e si riesce ad apprezzarne in pieno il lato piacevole.

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